Depuratore di Montappone, Cesetti: «La Giunta regionale sceglie di non decidere e fugge dalle proprie responsabilità»

MONTAPPONE - «Purtroppo, com’era prevedibile, la Giunta regionale decide di non decidere, rifiutandosi di assumersi le proprie responsabilità, peraltro sancite dalla legge». È quanto dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico Fabrizio Cesetti a seguito della discussione, avvenuta oggi in aula, della sua interrogazione sul nuovo depuratore di Montappone in Contrada Spazzi.

«Con una risposta burocratica e pilatesca – prosegue Cesetti – l’assessore Tiziano Consoli ha sostenuto in aula che l'opera andrà avanti, voltando così le spalle alla comunità, ignorando la volontà dei cittadini e la netta contrarietà espressa all’unanimità dal Consiglio comunale di Montappone lo scorso luglio, e persino le forti perplessità sollevate dal presidente dell’AATO 4 Marche Centro Sud e sindaco di Francavilla d’Ete, Nicolino Carolini. Quest'ultimo, dopo l’incontro dello scorso 13 ottobre a Montappone, ha infatti messo in discussione la bontà dell'iter attuale, invitando espressamente la società Tennacola a compiere ulteriori e rigorosi approfondimenti per verificare la reale fattibilità e i rischi legati al sito individuato, al fine di garantire che l’intervento venga realizzato in totale sicurezza per il territorio».

La chiusura della Giunta regionale arriva dopo che il fronte del "no" all'impianto si era allargato a un’intera comunità e alle sue istituzioni, mettendo in luce criticità gravissime: un’opera prevista al confine tra zone a rischio idrogeologico R2 ed R4, con fragilità del versante evidenziate da relazioni tecniche e prescrizioni del Genio Civile, a cui si sommano la palese inadeguatezza delle risorse per la realizzazione dello scarico e l’assurda vicinanza a luoghi sensibili come scuole, impianti sportivi e abitazioni.

Nonostante il tentativo della Regione di tirarsi indietro, il consigliere regionale ha ribadito con forza in aula la necessità di bloccare l'iter: «La Regione non può restare a guardare. Abbiamo invocato le precise prerogative che la legge regionale n. 30 del 2011 assegna all’ente, ovvero l’attività di controllo sulla gestione del servizio idrico integrato, fino alla nomina, se necessaria, di un commissario ad acta. La tutela dell'assetto idrogeologico e la sicurezza del territorio rappresentano un interesse pubblico primario. Per questo motivo continueremo a chiedere che si fermino i lavori e si individui una collocazione alternativa idonea e sicura. In tal senso, oggi stesso, depositerò una mozione per impegnare la Giunta regionale. A questo punto, però, mi aspetto anche che il sindaco di Montappone faccia sentire con forza la propria voce presso la Regione Marche, facendosi portavoce della volontà della sua comunità».

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