Contrasto al fenomeno delle frodi telematiche e commerciali: i Carabinieri denunciano otto persone

FERMANO - L’impegno nell’attività preventiva e repressiva da parte dell’Arma dei Carabinieri rispetto al fenomeno delle truffe è noto da tempo e risulta di fondamentale importanza. Questi reati possono avere un impatto devastante sulla vita delle vittime, non solo dal punto di vista economico ma anche psicologico. In tale contesto, il Comando Provinciale dei Carabinieri di Fermo ha impiegato tutte le risorse investigative e territoriali per fronteggiare tale fenomeno, ormai diffusissimo. In tale quadro, nel rispetto dei diritti delle persone indagate, da ritenersi presunte innocenti in considerazione dell’attuale fase del procedimento – indagini preliminari – fino ad un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile, ed al fine di assicurare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito, si comunica che nei giorni scorsi i Carabinieri della Stazione di Porto San Giorgio, a seguito di una querela per truffa online, hanno denunciato un 61enne italiano, il quale, utilizzando la tecnica dello "spoofing telefonico" e fingendosi un operatore bancario, ha inviato un sms per richiedere l’autorizzazione di una transazione di 4.900,00 euro, contenente l'invito a contattare un'altra utenza per disconoscere l'operazione. Solo dopo aver stabilito un contatto telefonico, ha fornito alla vittima le istruzioni telefoniche riuscendo, con artifizi e raggiri, a farsi accreditare il citato importo sul proprio conto corrente.

A Monte Urano invece i Carabinieri della locale Stazione, al termine di accurate indagini hanno denunciato due persone, un 22enne e un 32nne italiani, autori in concorso di una truffa ai danni di un uomo del posto. I due, con il pretesto di vendere on-line alcuni ricambi per un motociclo, hanno ingannato la vittima inducendola ad accreditare su un conto corrente a loro riconducibile, la somma di euro 500,00, per poi rendersi irreperibili.

A Montottone, i Carabinieri della locale Stazione hanno poi denunciato tre persone, una 48enne italiana, un 22enne e una 36enne del Bangladesh, autori in concorso di una truffa ai danni di una donna del posto. I tre, utilizzando la predetta tecnica dello "spoofing telefonico" e quindi inducendo in errore la vittima, le hanno fatto eseguire un bonifico di 2.800 euro in loro favore, carpendo anche le credenziali di accesso all’home banking, per poi rendersi irreperibili.

A Pedaso, i Carabinieri della locale Stazione hanno denunciato due persone, un 25enne italiano e una 34enne. I due, come accertato anche mediante l’analisi dei filmati di videosorveglianza e della documentazione bancaria, hanno contattato la vittima mediante un servizio di messaggistica istantanea e promettendo facili guadagni derivanti dall’acquisto di valuta elettronica “Bitcoin”, sono riusciti a farsi accreditare su conti correnti bancari a loro intestati l'importo complessivo di 1.700 euro. L’attività dei Carabinieri dimostra che meticolose indagini possono portare a risultati concreti e quanto la prevenzione sia fondamentale per proteggersi da tali odiose truffe.

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