Civitanova, operazione "Decoro Urbano": arrivano le fototrappole. Ecco la mappa completa dei rischi per chi sporca

CIVITANOVA MARCHE – La fase di sensibilizzazione è finita, ora si fa sul serio. L'Amministrazione Comunale di Civitanova Marche ha deciso di dichiarare guerra al degrado e all'abbandono selvaggio dei rifiuti, inaugurando una nuova stagione di "tolleranza zero". Lo strumento scelto per questa battaglia di civiltà, oltre all'imminente campagna di comunicazione visiva, è la tecnologia: nei prossimi giorni, infatti, diventerà pienamente operativo il progetto sperimentale approvato dalla Giunta, che per i prossimi 36 mesi vedrà l'impiego di sofisticate "video-fototrappole" mobili per incastrare i furbetti del sacchetto. Non si tratterà di telecamere fisse, facili da individuare ed evitare, ma di un sistema dinamico. Come previsto dal Nuovo Regolamento per la videosorveglianza, gli occhi elettronici ruoteranno ciclicamente coprendo le zone più critiche della città sotto il profilo dell'abbandono dei rifiuti. La mappa dei controlli è già tracciata: sotto la lente della Polizia Locale finiranno le diverse vie indicate nella delibera di giunta, fra cui esemplificativamente via Tripoli, via Battisti e via Conchiglia, ma anche via Molise, via Duca degli Abruzzi, Piazza Nassiriya e le intersezioni di via San Costantino. Tutto avverrà, però, nel pieno rispetto delle regole sulla privacy: nessun "Grande Fratello" occulto, perché la presenza dei dispositivi sarà sempre segnalata da apposita cartellonistica posizionata prima del raggio d'azione delle telecamere, come imposto dalle normative europee e dal regolamento comunale. L'obiettivo, insomma, non è fare cassa a tradimento, ma educare e, dove necessario, punire chi persevera nell'inciviltà.

Ma cosa rischia concretamente il cittadino? Per capirlo, bisogna preliminarmente rispolverare le Ordinanze Dirigenziali n. 34 e 35 del 2016, che dettano legge in materia di conferimento. Il principio base è semplice: non basta differenziare, bisogna farlo nei tempi e nei modi giusti. Per le utenze domestiche, la finestra temporale è strettissima e non ammette deroghe, se non limitatamente alle zone rurali per ragioni logistiche, in cui peraltro il sacchetto va lasciato sulla via pubblica; il tutto dovrà avvenire comunque utilizzando i sacchetti rigorosamente stabiliti. Regole ancora più rigide valgono per le attività commerciali (utenze non domestiche), spesso produttrici di grandi volumi di scarti. L'Ordinanza n. 35 impone, ad esempio, che gli imballaggi in cartone vengano piegati, legati e privati di qualsiasi impurità (come polistirolo o nylon) prima di essere esposti. Anche qui, gli orari sono scanditi per zone e il mancato rispetto di queste finestre temporali fa scattare la sanzione.

Se si viene sorpresi a conferire il sacchetto giusto ma nel giorno sbagliato, o fuori dall'orario consentito, o altro, scatta la sanzione amministrativa base prevista dalle ordinanze: 50 euro. Una cifra che può sembrare contenuta, ma che serve a sanzionare la disattenzione o la pigrizia nel rispetto delle regole. Se però il comportamento va oltre il semplice errore di orario e sfocia nel degrado, entrano in gioco le norme del Regolamento di Polizia Urbana. L'articolo 16, ad esempio, punisce chi accumula sterpaglie, rifiuti o oggetti che deturpano il decoro nelle proprie corti o pertinenze, creando situazioni igienicamente precarie. In questi casi, la sanzione sale fino a 160,00 euro.

C'è poi una pratica odiosa e purtroppo diffusa: quella di lasciare i propri rifiuti ai piedi dei cestini gettacarte o accanto ai cassonetti stradali, magari perché si è perso il turno del porta a porta. Questa condotta non è più tollerata e la legge (Testo unico dell'Ambiente) prevede una sanzione amministrativa pesantissima: chi viene pizzicato a lasciare rifiuti accanto ai contenitori rischia una multa che va da un minimo di 1.000 a un massimo di 3.000 euro. Un "risparmio" di tempo che può costare carissimo. Per quanto riguarda, invece, l'abbandono di rifiuti nell'ambiente o in discariche abusive, da alcuni anni ha smesso di essere un semplice illecito amministrativo diventando, anche per il cittadino comune, un vero e proprio reato. Qui la legge fa una distinzione netta tra privati e imprese solo relativamente alle sanzioni: nel primo caso, chi abbandona rifiuti in fossi, campagne o aree non autorizzate commette un reato punibile con l'ammenda da 1.500 a 18.000 euro o la reclusione fino a 5 anni in casi particolari; se i rifiuti sono pericolosi, la pena è da uno a cinque anni di reclusione, salvo fattispecie aggravate. Nel caso di imprese, invece, l'abbandono di rifiuti è punito con la pena dell'arresto (da sei mesi a due anni) o con un'ammenda che va da 3.000 a 27.000 euro per i rifiuti non pericolosi, che diventano reclusione da 9 mesi a 5 anni e sei mesi in casi particolari, mentre se si abbandonano rifiuti pericolosi, la reclusione va da un anno a 5 anni e sei mesi.

C'è un ultimo dettaglio, in parte recentemente introdotto, che spesso viene ignorato ma che può avere effetti devastanti sulla vita quotidiana dei trasgressori. Le norme prevedono che, in determinati casi, oltre alle sanzioni amministrative pecuniarie o eventualmente penali, si aggiungano anche la sospensione della patente di guida, il fermo del veicolo o la sua confisca.

"L'adozione delle fototrappole rappresenta un salto di qualità nella nostra capacità di controllo del territorio," commenta il Comandante della Polizia Locale Cristian LUPIDI. "Non si tratta solo di elevare sanzioni, ma di attuare una deterrenza efficace: grazie alla rotazione dei dispositivi e alla gestione dei dati affidata a personale specializzato, chi utilizza il proprio veicolo per trasformare la città in una discarica deve sapere che rischia concretamente anche di rimanere a piedi ed eventualmente con una denuncia sulle spalle."

A chiudere il cerchio sugli obiettivi dell'iniziativa è l'Assessore al Decoro Urbano e all'Ambiente Giuseppe Cognigni: "Con questo progetto vogliamo lanciare un messaggio chiaro: Civitanova deve essere più pulita e più bella, e per farlo è necessario isolare chi non rispetta le regole. Questo sistema di controllo serve a valorizzare l'impegno della stragrande maggioranza dei cittadini che effettua correttamente la raccolta differenziata e conferisce i rifiuti rispettando orari e modalità. Non è accettabile che l'inciviltà di pochi comprometta l'ambiente di tutti; oggi abbiamo gli strumenti tecnologici e normativi per impedirlo, e li useremo fino in fondo."

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