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Lo smart working fa bene all'ambiente, ma non solo

Il lockdown imposto dall’emergenza pandemia ha insegnato a molte aziende che lo smart working è una possibilità che offre molti vantaggi. Aspetti positivi che hanno effetti concreti sulla qualità dell’aria e in generale sull’ambiente, ma anche sulla performance e sulla salute mentale dei dipendenti.

Lavorare da casa: le conseguenze positive sull’ambiente


Chi lavora da casa riduce o elimina del tutto gli spostamenti quotidiani tramite mezzi privati o pubblici, fattore che si traduce in una notevole riduzione di emissioni di CO2 nell’ambiente, soprattutto per quanto riguarda i contesti urbani.
Lo smart working riduce di conseguenza anche i consumi energetici da parte dell’azienda, rappresentando quindi una fonte di risparmio. Poiché lavoratori dipendenti e autonomi trascorreranno la maggior parte della giornata dentro casa, è qui che si verificherà un maggiore dispendio di energia elettrica; una buona soluzione consiste nel ricorrere a un operatore “green” del mercato libero, in modo da sfruttare fonti sostenibili e ridurre ulteriormente l’impatto ambientale. In ottica di risparmio, il passaggio a nuovi fornitori di questo tipo può permettere di approfittare delle offerte di energia elettrica riservate a chi ha partita Iva, ad esempio, tagliando quindi le relative spese in bolletta.
Un altro aspetto legato alla sostenibilità ambientale riguarda il cibo solitamente acquistato e consumato fuori casa durante le pause pranzo, che implica l’uso di contenitori e imballaggi usa e getta e, di conseguenza una maggiore quantità di rifiuti prodotti giorno per giorno; lavorando da casa tutto questo viene ridotto sensibilmente, con vantaggi sia economici sia ambientali.


Meno stress, meno assenze

Un maggiore benessere derivante dall’eliminazione dello stress dovuto allo spostamento casa-lavoro permette prima di tutto un aumento della produttività, con benefici che influiscono direttamente anche sul fatturato delle aziende. Inoltre, chi lavora in smart working può organizzare meglio il proprio lavoro e dedicarsi allo stesso tempo alla propria vita privata. Non è un caso se con questa modalità di lavoro il numero di assenze si riduce sensibilmente (-20%) rispetto a quando si lavora in ufficio. Riguardo a chi si sposta con i mezzi privati, poi, evitare il tragitto quotidiano per arrivare in sede, che richiede in media 32 minuti ogni giorno per 8 chilometri di percorso, consente di risparmiare 100 ore e 1.500 chilometri.

Alcuni consigli utili per gli smart worker

È bene prima di tutto ricreare (quantomeno in parte) un ambiente lavorativo all’interno della propria abitazione, individuando la stanza migliore in cui evitare distrazioni e organizzare al meglio il proprio lavoro, magari utilizzando custodie e portadocumenti per non ingombrare il tavolo o la scrivania. La postazione deve essere ben illuminata, magari da una finestra ai lati del monitor o da una lampada posta sul tavolo, e deve comprendere una sedia comoda, magari una poltrona da ufficio: stare otto ore su una seduta non adatta potrebbe facilmente avere conseguenze negative sulla schiena.
Si consiglia poi di pianificare il flusso di lavoro stabilendo degli orari ben definiti, organizzando una routine e programmando le attività da svolgere nel corso della giornata, senza dimenticare però di prendersi delle pause. Infine, smart working non vuol dire per forza mancanza di interazione con i colleghi: è importante anzi mantenere attive le relazioni sociali, cosa che, se in ufficio si fa davanti ad un caffè, da casa si può fare con una chiamata o una videochiamata.

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