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Differenziata, il Fermano supera la fatidica soglia del 65%. Pompozzi: “Una vittoria di tutti”

FERMANO - Le buone politiche comunali, l'impegno della Provincia e, soprattutto, la volontà dei cittadini: sono gli elementi vincenti di una strategia altrettanto vincente, posta in essere negli ultimi 6 anni a livello territoriale sul fronte della raccolta differenziata. A rivendicare la grande mole di lavoro sviluppata a partire dal 2014 è Stefano Pompozzi che quella delega all'Ambiente come consigliere provinciale se l'è tenuta stretta, consapevole che soltanto la continuità avrebbe consentito di raggiungere un obiettivo imprescindibile: il 65% di raccolta differenziata nel territorio fermano.

“Questa è la più bella conferenza stampa che ho mai fatto - ha affermato in collegamento via web con i giornalisti locali - per gli importanti contenuti che ho il privilegio di comunicare. Quando mi è stata assegnata la delega, la Provincia iniziava a crescere nei risultati e a prendere la strada del miglioramento, anche se in quel momento viaggiava sotto al 50%”.

Invece, dai dati del 2019 validati dalla Regione Marche, si è riusciti a raggiungere il 67,43%. “Era l'ambizioso obiettivo che ci eravamo dati e finalmente ce l'abbiamo fatta”. Dentro quel plurale, ripetuto come un mantra, c'è il suo ringraziamento ai veri artefici, cioè i Comuni e la popolazione. “Oggi non siamo più l'ultima provincia delle Marche, abbiamo scavalcato Ascoli e Pesaro Urbino è a soli 3 punti percentuali” rimarca. “ Il nostro dato non viene fuori da pochi Comuni che alzano la media provinciale, ma bensì da 29 Amministrazioni su 40 che hanno superato il 65% di differenziata. C'è stato un aumento qualitativo diffuso e gli altri 11 Comuni hanno comunque un trend in crescita”.

Pompozzi sottolinea anche come già dal 2014 il territorio producesse meno della media regionale in termini di rifiuti procapite. “Il Fermano produce 440 chili di rifiuti annui procapite e siamo 80 chili sotto la media regionale”. E il traguardo, aggiunge, è stato conseguito senza far mancare quella necessaria solidarietà alle province marchigiane. “Abbiamo accolto rifiuti da Ancona e Ascoli, rimanendo solidali e aiutando i nostri vicini di casa, da nord a sud, nei periodi di difficoltà”.

Il dato, tiene a precisare, viene comunicato dalla Provincia che però non ha alcuna volontà di intestarsi meriti. “Raccontiamo solo il contributo dato in termini di politiche ambientali, a partire dal completamento di alcuni ecocentri e al finanziamento per la realizzazione di centri per il riuso”. L'incontro con i media è anche l'occasione per annunciare due nuove strutture intercomunali, che vedranno la luce nel 2020: una lungo la Valtenna e un'altra sulla Valdaso, entrambe con un finanziamento di 53.000 euro cadauna. “Non si tratta di costruzioni ex novo né di consumare territorio, ma del potenziamento di ecocentri già esistenti, per il quale eravamo già pronti prima dell'inizio di questa emergenza”.

Ci sono poi gli oltre 10.000 euro per le scuole primarie dedicati alla formazione dei ragazzi, che verranno utilizzati al momento del regolare ripristino delle lezioni.

Andrea Braconi

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Vitali - Novembre 2019

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