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Ciclovia Adriatica e pineta di Porto Sant'Elpidio, la posizione del Circolo Legambiente "Antonietta Beleltti" di Porto Sant'Elpidio

Un tratto della pineta elpidiense

PORTO SANT'ELPIDIO - "Lunedì 29 marzo abbiamo avuto un interessante incontro con l’architetto Valeriani che ci ha mostrato il progetto della ciclovia Adriatica che riguarderà Porto Sant’Elpidio". Inizia così il comunicato del Circolo Legambiente Antonietta Belletti di Porto Sant'Elpidio che esprime la sua posizione in merito all'attraversamento della suddetta ciclovia nel territorio elpidiense.

"Alla riuione - continua il comunicato - hanno partecipato il Circolo Legambiente Antonietta Belletti di Porto Sant'Elpidio, l'Associazione di quartiere Marina Picena e l'associazione Marche Ciclando. Il circolo Legambiente e l'associazione Marche Ciclando rilevano quanto segue. La ciclovia Adriatica parte da Trieste e arriva a Leuca, da tempo chiedevamo il ricongiungimento tra la pista fermana e il tratto del lungomare Faleriense e l’attuazione del progetto della ciclovia ci ha trovato contenti. Perplessità invece sono giunte relativamente alle modalità attuative del lato nord della pista ciclabile, cioè quello che riguarda la pineta. In particolare abbiamo appreso come il materiale utilizzato sia asfalto drenante. Se da una parte questa informazione ci ha sollevati perché si permette così all’acqua di filtrare e arrivare alle radici sottostanti la pista, dall’altra auspicavamo l’utilizzo o di materiali più naturali o di lasciare il terreno allo stato attuale dell’arte. Così come nelle Marche anche altri posti d’Italia, come nel tratto Bologna/Ravenna, la pista ciclabile è lasciata con la strada così com’era , senza apportare modifiche.

La pineta è un parco urbano, ma essendo la più grande area alberata nell’immaginario elpidiense essa è un vero e proprio bosco di pini e non dovrebbe essere profanato col cemento o altro materiale di origine petrolifera. Facciamo appello quindi chiedendo che per le prossime ciclovie da realizzare in paese venga tenuto conto della scelta di materiali più sostenibili.

Ciò che inoltre ci ha sorpreso è la mancata attuazione della concertazione necessaria tra amministrazione pubblica e associazioni interessate del territorio. Venire a sapere a progetto già in fase di realizzazione di come la pista verrà costruita, fa pensare ad una mancata fiducia nei confronti di chi il territorio lo vive ed è portatore di interessi. Chiediamo pertanto un maggiore coinvolgimento in fase progettuale, infatti quando le notizie vengono scritte sui giornali ormai i giochi sono fatti, invece una politica attenta al cittadino dovrebbe ascoltare le varie esigenze in campo e poi logicamente e comunque compiere delle scelte, ma mai prima di aver ascoltato le parti. Per questo motivo chiediamo d’ora in avanti di non dover cercare le notizie o dover controllare ciò che viene eseguito, ma al contrario di essere interpellati prima che il progetto definitivo arrivi a fase attuativa. Il coinvolgimento dei cittadini attenti è importante in quanto dalla collaborazione possono nascere idee migliori e comunque le scelte intraprese insieme, anche se come probabile sono frutto di compromessi, saranno sempre scelte consapevoli e condivise".

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