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Cambiamenti climatici e precipitazioni. Dove stiamo andando?

FERMANO - L'uomo esercita un'influenza crescente sul clima e sulla variazione della temperatura terrestre. Gli scienziati da tempo hanno lanciato l’allarme riguardo l’alterazione degli equilibri ambientali, frutto dell’inquinamento atmosferico che sta comportando l’inevitabile surriscaldamento del globo. “Abbiamo avuto un clima con delle oscillazioni verso l’alto e verso il basso – ha spiegato Redo Fusari dell' Osservatorio Geofisico Sperimentale di Macerata -. Negli anni 2000, in particolar modo, si è verificato un incremento delle precipitazioni, mentre un abbassamento del livello quantitativo di pioggia sulla nostra regione, caratterizzò gli anni ‘90. Questo sta a dimostrare che gli andamenti pluviometrici sono stati abbastanza variabili. Infatti, la regione Marche, si trova in una fascia climatica particolare anche perché a contatto con quella tropicale in cui c’è un andamento pluviometrico completamente diverso. Ogni tanto l’influenza di queste correnti, provenienti dall’Africa, provocano cambiamenti particolari, ma tutto sommato non abbiamo subito un crollo per ciò che concerne la quantità di pioggia. L’importanza sta nell’osservazione del rapporto tra pioggia che cade e quella che evapora”.

Dunque, cosa bisognerebbe fare? “Poiché oggigiorno di acqua se ne consuma sempre di più, sarebbe bene accumulare quella in eccesso che cade nei mesi invernali in grossi bacini di raccolta e piano piano ridistribuirla in estate – ha proseguito l'esperto del settore meteorologia e climatologia -. La pioggia è una ricchezza. Basti pensare che, quando gli astronauti si dirigono sul pianeta Marte per ricercare possibili forme di vita, una delle prime cose che osservano è la presenza d’acqua. Quest'anno il fenomeno delle nevicate, anche a bassa quota, è stato pressoché nullo. La neve è preziosa poiché, quando si scioglie, viene assorbita lentamente dal terreno, riempiendo quei serbatoi naturali che ci sono sotto le montagne e colline, poi risalendo rigenera la superficie e quindi l'intera vegetazione. Ad oggi nevica poco e l’acqua, a fine anno, si manifesta per lo più sotto forma di acquazzoni e temporali. In tal modo ne perdiamo il suo reale beneficio perché scivola verso il mare. Infatti, se facciamo un bilancio della piovosità annuale dell’acqua precipitata durante l’anno nelle nostre zone, noteremo che sommariamente la quantità delle le precipitazione è pari a 700-800-900, anche più di 1000 millimetri all’anno. Il beneficio, come già accennato, sta però nel modo in cui le precipitazioni si manifestano poiché, se con acquazzoni, gran parte dell’acqua va verso il mare e nulla viene sfruttato”.

Previsioni future? “Adesso pensiamo all’andamento particolare di questo periodo – ha concluso Fusari -. Ci sono alti e bassi: gennaio è stato mite, marzo è sembrato maggio, la pioggia è stata scarsa, il Po è rimasto in secca e tutto ciò a causa del cambiamento delle condizioni climatiche. L'atmosfera si è surriscaldata e così anche il Polo Nord, qui il vortice polare e l’aria fredda che gira in senso antiorario nei mesi invernali comincia a sfaldarsi dando così origine al fenomeno dello Stormwarning. Il clima, diventando così irregolare, rende l'irrorazione del suolo non uniforme. Tutto questo complica il nostro vivere, ma noi possiamo difenderci sprecando meno e conservando acqua attraverso invasi e adottando un comportamento adeguato che non ci faccia eccedere nel consumo dell’energia. Dobbiamo rispettare l'ambiente e conservare gli alberi, i quali sono il tramite con sole e terra. La natura farà il suo corso e se quest'ultimo muterà, non avremmo più tempo per tornare indietro”.

Federica Balestrini

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