Area Fratino Casabianca di Fermo, la LIPU scrive alla Regione e alla Capitaneria di Porto

FERMO - La LIPU Lega Italiana Protezione Uccelli in data 29 agosto 2022 ha scritto formalmente alla Regione, nei suoi dipartimenti demandati alla salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità, e alla Capitaneria di Porto (oltre che al Ministero per la Transizione Ecologica, all’ISPRA, e ovviamente al Comune di Fermo), in relazione alle peculiarità e alla vocazione naturalistica dell’area di Casabianca di Fermo, specialmente per quanto riguarda la presenza e la nidificazione del Fratino (Charadrius alexandrinus). In particolare la LIPU intende smentire una informazione delicata contenuta nella relazione dell’ornitologo di fiducia del Comune di Fermo in margine alla ben nota vicenda del Jova Beach Party 2022.

La LIPU ha condotto a livello nazionale negli anni 2018 – 2019 – 2020 il progetto Life-ChooNa! (LIFE è il programma dell’Unione Europea dedicato all’ambiente, che ha l’obiettivo generale di contribuire all’implementazione, all’aggiornamento e allo sviluppo della politica e legislazione ambientale dell’Unione Europea, attraverso il cofinanziamento di progetti di valore e rilevanza comunitari), incentrato su alcune specie di uccelli particolarmente a rischio nel nostro Paese: una di queste era il Fratino, sul quale hanno lavorato sei gruppi di volontari in varie regioni italiane. Uno dei gruppi era nella Marche, di base a Fermo e attivo sull’area di Casabianca, dove per l’appunto da diversi anni è registrata la presenza e la nidificazione del fratino. Or bene il fulcro della comunicazione del 29 agosto risiede nel fatto che la relazione commissionata dal Comune di Fermo (prot. del 02-08-2022, ossia addirittura sette giorni dopo l’intervento delle ruspe) riferisce che le ultime nidificazioni del fratino registrate nell’area risalirebbero al 2017, mentre la LIPU, con i suoi volontari del “Life-ChooNa!” ha visto e registrato attività di accoppiamento, riproduzione e nidificazione del fratino (e in un caso anche del Corriere piccolo - Charadrius dubius) sia nella stagione riproduttiva 2018 che nella stagione 2019, cioè proprio quella immediatamente precedente il primo Jova Beach Party.

Leggendo quella relazione si può anche trarre una chiave di lettura per il dato ivi asserito e difforme dalle rilevazioni effettuate dai volontari Lipu. La stessa relazione riferisce infatti che un documento del CNCF (Comitato Nazionale per la Conservazione del Fratino) diffida dalla realizzazione di mega-concerti in spiagge dove il fratino abbia nidificato negli ultimi 5 anni. L’evento del 2022 sarebbe pertanto risultato compatibile perfino con il principio dettato dal CNCF, se l’ultima nidificazione fosse risalita al 2017, mentre in realtà il JBP risultava inammissibile alla luce delle nidificazioni del 2018 e 2019.

"Al di là di tale ennesima ragione di opposizione, la LIPU continua a considerare sbagliato tout-court effettuare questi mega raduni di decine di migliaia di persone sulle aree costiere, come già più volte ribadito (“Le spiagge non sono discoteche”), a livello nazionale e locale, dal 2019 ad oggi. Ma la conseguenza che maggiormente preoccupa e disturba oggi - scrivono dall'associazione - è che quella informazione scorretta, partita da Fermo, sia stata poi ripresa, rimbalzata e ripetuta ad libitum in decine e decine di occasioni, a livello locale e nazionale, sulla stampa e sui social networks, sia da parte del Comune di Fermo, sia della organizzazione del Jova Beach e da parte dei suoi supporters e patrocinatori vari. Ed è ovviamente molto triste constatare come una buona parte della propaganda (e del battage pubblicitario a posteriori) a favore del Jova Beach si sia basata su un dato scientifico erroneo e non rispondente al vero, contribuendo ad una discutibile captatio benevolentiae di legioni di fans, giornalisti e amministratori locali.

Ma non si può neanche sottacere un altro aspetto, se vogliamo secondario, ma tristemente necessario, di tutta questa capziosa campagna di disinformazione che ha fatto da cornice al Jova Beach Party 2022: perfettamente strumentale alla giustificazione di un evento disastroso di questo genere è stata infatti la tattica di sminuire il valore di un’area naturale per rendere accettabile al grande pubblico la devastazione che l’evento comporta; ricordiamo i titoli a tutta pagina delle parole dello stesso Jovanotti “La spiaggia del Lido è come San Siro!” (11 agosto 2022). L’inesattezza di quella relazione infatti si inserisce chiaramente e in maniera funzionale nella continua campagna di quasi-denigrazione delle caratteristiche e della vocazione prettamente naturalistica dell’area, portata avanti dal Comune, dal Sindaco, dall’organizzazione del Jova Beach, dai suoi partners nazionali, sulla stampa, sui social networks, sulle interviste, sui redazionali acritici, la quale aveva chiaramente come scopo – neanche tanto mascherato – quello di giustificare la devastazione che era ed è sotto gli occhi di tutti. Negare l’evidenza era necessario all’intera operazione".

La LIPU ribadisce qui la propria assoluta contrarietà, affermata più volte da più di tre anni, alla realizzazione di questo tipo di eventi in quel tipo di luoghi, ma ciò che più spiace constatare è come sia stata proprio la disinformazione lo strumento ineludibile della promozione anti-culturale ed anti-ecologica di quell’evento.

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