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Salotti buoni in riviera

QUANDO LE CITTA' SI RIFANNO IL LOOK

Il salotto buono di una casa, quando le case avevano più di un salotto, era quell'ambiente particolarmente ben arredato che si apriva solo per le grandi occasioni o per ricevere le persone di riguardo. Ora che le case viaggiano su dimensioni sempre più piccole, dove alla cucina si sostituisce l'angolo cottura e il “salotto buono” non si sa generalmente nemmeno cosa significhi, dal momento che spesso sala da pranzo, salotto e soggiorno sono tutti raggruppati in un unico vano, l'espressione “salotto buono” è diventata un qualche cosa di simile ad un “idiom” inglese per indicare uno spazio particolarmente curato non solo della casa, ma anche riferibile a una città, che potrebbe funzionare come una sorta di bel biglietto da visita che descriva piacevolmente quel luogo.

Quindi, il restyling di una piazza o la cura di un particolare arredo urbano potrebbero essere considerate nel lessico corrente come l'arredamento del salotto buono della città. Ma a non rendere del tutto piana la questione è un punto sul quale più volte ci siamo soffermati in queste pagine: “il bello” esteticamente non significa, almeno in questo campo, che il luogo sia “agito”. In parole povere, una parte della città può essere nuova, in linea con le tendenze estetiche del momento, ma poi non diventa un “luogo”, le persone non la frequentano, non le danno un'anima. C'è da considerare inoltre che le città sono un po' come le signore un po’ datate: più sono “âgées”, meno il fascino è dato dalla bellezza fisica; il loro vissuto le rende affascinanti, hanno bisogno di pochissimi “ritocchi” per essere belle, la vita parla per loro. In pratica, come per le persone, non tutti i vestiti possono essere indossati da chiunque, così per le città non esistono ricette standard nell'arredo e nell'ornato pubblico.

E così ci sono interventi urbanistici che piacciono immediatamente, specie ai giovani, e diventano posti di aggregazione veramente belli e vissuti da tutti: perché in genere quello che piace ai ragazzi ha il potere di essere contagioso, immediatamente quel posto comincia a piacere anche agli adulti, col risultato che tutto prende vita e acquista un'anima. Poi ci sono interventi che non piacciono proprio, per quanto uno ci metta la stessa buona volontà non va niente per il verso giusto: come quando nel salotto di casa, nel rifare l'arredamento, si sbagli clamorosamente l'abbinamento dei colori della tappezzeria e delle tende. Oppure non è neppure questo: è una sorta di sensazione istintiva che ti rende un luogo ben accetto oppure no, e vattelappesca quali sono i motivi.

Se a questo aggiungi che l’intervento in questione, puta caso, provochi disagio ai vicini di casa che si arrabbiano, la frittata è fatta: quel luogo sarà sempre oggetto di critiche e non decollerà mai a livello di piacevole frequentazione. Ma in ogni campo della vita le cose vanno così, il rischio e l’imponderabile sono sempre dietro l’angolo. Ma ciò non deve farci astenere comunque dal “fare”: tra un “inerte” puro e un “fattivo” leggermente pasticcione, la mia simpatia va sicuramente al secondo.


Daniele Maiani



LOIRA: "IL GUSTO DI FREQUENTARE IL CENTRO"

Porto San Giorgio è pronta ad inaugurare la nuova Piazza Matteotti dopo i lavori di riqualificazione. Il sindaco Nicola Loira fa il punto sui lavori che volgono al termine e parla di "un processo di profonda riqualificazione della città a partire dal centro cittadino, ritenuto improcrastinabile e non rinviabile dall'Amministrazione".

Lavori che hanno avuto un costo totale che si aggira sui 500 mila euro che oltre a Piazza Matteotti, hanno coinvolto strade e punti strategici della città, fortemente urbanizzati, dove insistono molti esercizi commerciali e risiedono centinaia di cittadini. Un progetto complesso che ha rivolto molta attenzione all'abbattimento delle barriere architettoniche, con i percorsi pedonali LOGES che grazie a mattonelle particolari indicano il percorso ai non vedenti.

"Per quanto riguarda la piazza si era deciso di fare l'intervento prima dell'estate per la parte a ridosso della stazione e anche il primo tratto di viale Cavallotti,- afferma il Primo Cittadino che spiega quali tempistiche hanno avuto i lavori - per poi rimandare a dopo l'estate la parte del lavoro più importante, che sarebbe dovuto iniziare i primi di settembre. Su richiesta di alcuni commercianti i lavori sono ripresi a fine mese, nonostante questo abbiamo rispettato perfettamente i tempi e siamo addirittura in anticipo".

Grazie alla nuova piantumazione la piazza appare già rinata, anche se non si è trattato solo di un intervento estetico ma di un'occasione per fare manutenzione di tipo straordinario. "Parte del lavoro complessivo - spiega Loira - è stata la rivisitazione di tutti i sottoservizi presenti con un intervento importante del CIIP che ha cambiato le tubature e allo stesso tempo siamo intervenuti e dobbiamo intervenire sui fossi accumulatori presenti in zona. A breve si concluderanno anche i lavori in via Trevisani, verrà completata la pubblica illuminazione e poi i lavori verranno consegnati, corredati di panchine, cestini e ulteriore verde".

Che ruolo avranno le Ferrovie nella riqualificazione? "Con loro abbiamo intrapreso un accordo inerente alla facciata della stazione che è la "quinta" della piazza, per renderla gradevole e conforme ai lavori fatti. Da parte loro è previsto l'intervento diretto sulla fontana e sulla facciata, noi abbiamo proposto una riqualificazione del muro che dà su Via Cavallotti e Via Crispi, non vorremmo limitarci ad un'imbiancatura, si tratta di un accordo in divenire".

La riqualificazione ha coinvolto inevitabilmente la viabilità. "Si tratta di una città ampiamente urbanizzata, con una viabilità ingessata e compromessa, la stessa di 50/60 anni fa, mentre la città nel frattempo si è ingrandita a dismisura. Durante i lavori è stata chiusa via Verdi perché il cantiere non poteva essere organizzato altrimenti; il problema ha interessato soprattutto residenti ed esercenti. Non vogliamo ingessare o compromettere la città per sempre, preferiamo applicare il criterio della reversibilità, facendo in modo che le scelte prese siano sempre modificabili, anche se certo, ripristinare il doppio senso non sarà semplice. Per il resto si tratta di spazi che potranno essere tenuti chiusi o aperti".

Qual è l'obiettivo che vi siete posti con la riqualificazione di questa piazza? "Vogliamo far ritrovare ai cittadini il gusto di frequentarla dandogli modo di riappropriarsi degli spazi di una città più bella, cambiata, dove si passeggia con più piacere. Il termine lavori è previsto per fine febbraio poi la inaugureremo, forse nel periodo di Carnevale, ma la data non è ancora certa".


Serena Murri



PORTO SAN GIORGIO E LA PIAZZA CHE (NON) C'E'

Gioca d'ironia, Fabio Marini, titolare della gelatiera Yogorino e presidente della neonata Nuova Associazione Commercianti, alla richiesta di una riflessione sull'effetto dei lavori per la realizzazione della nuova piazza di Porto San Giorgio. “Che bella domanda! Sto per incontrarmi con l'Amministrazione e non vorrei rovinare tutto!”. Ma subito dopo, facendosi serio, aggiunge: “Perché si parla di nuova piazza se ancora non è pronta? Non c'è verso di finirla!”.

Che ripercussioni pensate possa avere? “Intanto la viabilità non è cambiata, hanno rifatto la piazza ma non sappiamo come saranno i decori urbani, mancano i vasi, le piantumazioni, le panchine. È ancora un cantiere aperto.” Però qualcuno ha lamentato ripercussioni negative. “Sicuramente i lavori hanno condizionato le attività commerciali. Almeno tre hanno chiuso, Novecento compreso. Il calo c'è stato, non si può negare. Chi ha potuto reggere ha retto, chi non ce l'ha fatta ha dovuto abbandonare. Poi va detto che le colpe sono ben distribuite, ognuno ci ha messo del suo, compresa la nostra categoria. Certo, la piazza sembra si stia rivalutando, almeno da quello che si vede, ma con questi tempi così difficili... diciamo che i commercianti sono stati tutelati troppo poco”.

Comunque, come associazione avete dichiarato di essere disposti a collaborare con questa Amministrazione. “Certamente. Abbiamo iniziato a confrontarci e per il momento abbiamo uno splendido rapporto. Abbiamo dato delle idee, alcune le stanno valutando, altre ci sono state bocciate, ma non possiamo dire che non ci ascoltano. Vediamo se questo porterà risultati a breve. É ancora troppo presto per fare un bilancio.” La speranza è che finiti i lavori si torni ad una normalità, soprattutto in termini di dialettica. “Ci dobbiamo vedere a breve con l'Amministrazione. Quello che è certo è che tutte le festività ce l'hanno fatte fare in maniera indigesta. Ma speriamo bene per il futuro, vediamo quello che viene fuori anche con il piano dei gazebo.”


Andrea Braconi



PIAZZA GARIBALDI SI RIFA' IL LOOK, TRA LE POLEMICHE (MAI SOPITE) SUL GIGLI

Porto Sant'Elpidio avrà la sua piazza, seppur non esente da polemiche. “In Provincia stanno aprendo le buste in questo momento, nel giro di qualche giorno sapremo qual è la ditta che si è aggiudicata i lavori, che dovrebbero iniziare tra marzo e aprile”. Siamo nei primi giorni di febbraio quando il sindaco Nazareno Franchellucci parla così: “La piazza che andremo a costruire sarà libera da ogni altra costruzione, esclusi il cineteatro 'Beniamino Gigli' ristrutturato e il mercato coperto, che verrà anch'esso risistemato”.

Già, il 'Cineteatro Gigli', il vero pomo della discordia che nei giorni scorsi ha portato a un consiglio comunale infuocato, dove un cittadino è stato allontanato dai vigili urbani dopo vari richiami. “La questione del cineteatro è vecchia e annosa - commenta il sindaco - ed è relativa al fatto che questo è di proprietà privata. L'amministrazione ha trovato un accordo col privato: lui ristruttura, vende al Comune una parte che è pari a due terzi della struttura, dove realizzeremo un polo culturale composto da un auditorium al piano terra e una biblioteca al primo piano. Gli altri 300 metri quadrati restano in mano al privato che li utilizzerà per due attività commerciali. L'obiettivo è duplice: avere da un parte un luogo di aggregazione pubblica, dall'altra avere un movimento costante che il commercio può dare”.

Non tutti sono concordi e le proteste giungono da chi quell'immobile lo voleva espropriato e a totale utilizzo pubblico. “Non abbiamo bisogno di un'altra gelateria al piano terra. Abbiamo bisogno di spazi fruibili”, aveva reclamato il consigliere di opposizione Antonesio Diomedi in conferenza stampa. “Abbiamo fatto un accordo che ci garantisce tempi, modalità di esecuzione e copertura economica”, ribatte il Sindaco. Tra i contrari, afferma, c'è chi “voleva procedessimo con l'esproprio e trovassimo noi i soldi per poi rifare un altro teatro. Due visioni completamente diverse”.

Una visione opposta è anche quella che ha contrapposto per diverso tempo la maggioranza a Legambiente, oltre che alle opposizioni, contraria alla strada a due corsie, dislocata proprio dietro al “Beniamino Gigli” e richiedente interventi meno "impattanti". “Permane – immagino - la contrarietà di Legambiente in merito a quell'opera. Verso la metà di febbraio al massimo verrà inaugurata, credo sia la risposta migliore, ormai i lavori sono conclusi”, commenta Franchellucci, come a voler quasi a voler chiudere un capitolo che, c'è da esserne certi, farà ancora parlar di sé.

Silvia Ilari



VOGLIAMO UNA VERA PIAZZA O SOLO UNA GRANDE ROTATORIA?

Un progetto urbanistico? Il Circolo Legambiente di Porto Sant’Elpidio non ci sta e ribadisce quanto più volte affermato: “Quello presentato dall'Amministrazione comunale non è altro che un semplice progetto di arredo urbano che, tra l'altro, si sta attuando a seguito di un percorso partecipativo riservato solo a commercianti e tecnici, con l'esclusione delle associazioni e dei cittadini”.

Dopo l'infuocato Consiglio comunale di fine gennaio, è d'obbligo tornare su alcune tappe di una vicenda che si protrae da tanti anni e che ha visto nascere comitati, raccogliere firme, con una continua frammentazione tra pro e contro. Sull'area della piazza, spiegano da Legambiente, “verranno fatti lavori di pavimentazione e piastrellatura, con l'eliminazione delle piante e del cosiddetto giardino storico che sarà messo a raso”.

“Negli anni le varianti al piano di riqualificazione di piazza Garibaldi si sono susseguite fin da quando era sindaco Paolo Petrini - rimarcano -. Se è vero che si è passati da una piazza piena di volumi ad un'altra vuota, nell'ultimo progetto presentato però non si vedono le relazioni con il contesto urbanistico attuale, caratterizzato dalla Torre dell'Orologio, dal giardino di Villa Murri, dalla Chiesa della Madonna della Fiducia e dal sistema di piazzette. Mettere qualche pianta, fare una bella pavimentazione, sistemare cestini più ampi non basta a fare della piazza un luogo di aggregazione. Questo non è sufficiente, non risponde all'idea che Legambiente ha sempre avuto in merito alla piazza e non siamo soli in questo”.

Contestata anche la strada dietro al cinema (la cui riqualificazione passa per un altro iter e senza l'autorizzazione della soprintendenza, ndr). “Ci sono state tante discussioni perché la ritenevamo inutile ed impattante, certi che non avrebbe risolto il problema della viabilità cittadina. Adesso, così come l'hanno realizzata, la riteniamo ancora più inutile e pericolosa. Era stata fatta per pedonalizzare tutta la piazza, ma siccome rimane la percorribilità est-ovest e ovest-est davanti al bar centrale verso il ponte che va al mare e tutto il parcheggio dietro all'edicola, temiamo che la piazza possa diventare una vera e propria rotatoria”.

Si poteva avere più coraggio e tentare di fare qualcosa di diverso, dare priorità a certi interventi piuttosto che ad altri, concludono. “Ad esempio si poteva trasferire la viabilità sotto la ferrovia, si potevano realizzare passaggi ciclabili e pedonali verso il mare, ecc. A questo proposito ricordiamo la raccolta firme proprio per dare precedenza a questo tipo di interventi. E l'Amministrazione, con le sue scelte, rischia di complicare la fruizione di piazza Garibaldi ai cittadini piuttosto che facilitarla”.


Andrea Braconi

Ultima modifica il Martedì, 07 Febbraio 2017 09:27

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