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Al Sassatelli nasce il Nucleo Alzheimer

Demetrio Postacchini

FERMO - Combattere le demenze e in particolare la malattia d’Alzheimer: una sfida necessaria per le famiglie colpite e per tutto il sistema sociosanitario, vista la loro dimensione epidemiologica in continuo aumento, il carattere progressivo e la lunga durata della malattia. E’ con questa consapevolezza che a Fermo, all’interno della Casa di Riposo “Sassatelli”, è stato aperto il Nucleo Alzheimer, un reparto rivolto alla cura di persone affette da demenza.

Il reparto dispone di dieci posti letto a cui se ne aggiungono due di sollievo con le caratteristiche della temporaneità (per il fine settimana o pochi giorni, dando sollievo anche alla famiglia di appartenenza). Gli ambienti sono stati studiati appositamente per favorire l’accoglienza dei pazienti, assecondandone le caratteristiche: non ci sono barriere architettoniche, viene garantita la libertà di movimento e il controllo con soluzioni che non appaiono mai coercitive. Tranquillità e riconoscibilità sono le parole d’ordine, in tal senso sono stati adottati accorgimenti strutturali quali la scelta dei colori determinanti nei pazienti affetti da demenza con lo scopo di ottenere una personalizzazione dell’ambiente in modo tale che possa essere percepito come familiare.

LE ATTIVITA’ Ce lo conferma il dr. Demetrio Postacchini, vicepresidente della Fondazione Casa di Riposo “Sassatelli”, nonché direttore dell’Unità Operativa di Geriatria dell’Istituto Inrca di Fermo, quindi esperto conoscitore di queste particolari patologie. “Le attività proposte all’interno del Nucleo Alzheimer sono di tipo psicosociale e sono rivolte a pazienti con demenza lieve o al massimo moderata. Lo scopo è quello di migliorare il benessere della persona, mantenendone la dignità e l’autonomia, anche con terapie di tipo occupazionale. La psicologa di riferimento, Cristina Paoloni, in collaborazione con altre figure professionali presenti in struttura, utilizzerà diversi approcci, agendo nel comportamento, verso le emozioni e la sensorialità del paziente, implementando queste situazioni importanti per chi subisce un declino cognitivo”.

Da sottolineare che il reparto dispone di strumenti innovativi quali il “Treno della Memoria”, terapia non farmacologica che consente la riduzione e la gestione dei disturbi del comportamento presenti nella malattia di Alzheimer, considerando l’idea del viaggio come viene percepito dal malato: la cosiddetta “terapia della reminiscenza” volta a riportare alla mente un ricordo della propria storia di vita e delle proprie esperienze. Altra “chicca” la Stanza Multisensoriale, in cui i pazienti vengono esposti ad un ambiente calmante e stimolante sui cinque sensi con effetti luminosi colori, suoni, musiche e profumi, ottenendo beneficio per placare crisi di agitazione, aggressività, apatia. Anche i familiari vengono seguiti durante tutti il percorso di degenza con colloqui di sostegno, interventi di confronto e approfondimento di temi rilevanti, gruppi di auto-mutuo aiuto per uscire dall’isolamento e trovare un senso di solidarietà. Il percorso di cura ha comunque una durata limitata perché la permanenza nel reparto ha carattere della temporaneità.

Come si entra nel Nucleo Alzheimer? “Le famiglie che hanno bisogno - spiega Postacchini - si devono rivolgere al medico di famiglia che fa la richiesta al Distretto; di seguito verranno inviati dal soggetto degli specialisti per definire se ci sono i presupposti per il ricovero in reparto”.

LE NOVITA’ "Quello che voglio sottolineare è che si sta sviluppando nel Fermano un’importante rete di tipo assistenziale: è di pochi giorni fa la firma dell’accordo tra Inrca di Fermo e Area Vasta per lavorare insieme nel settore delle demenze. Nello specifico i professionisti dell’Inrca, da sempre all’avanguardia nelle gestione e nel trattamento delle demenze, oltre alle attività che già svolgono nella struttura fermana, i martedì e i giovedì si sposteranno nel Centro per i Disturbi Cognitivi e le Demenze presso l’ospedale di Montegranaro. L’obiettivo, ambizioso, è quello di estendere all’intera popolazione bisognosa del Fermano queste attività, integrando la Casa di Riposo con l’Inrca di Fermo, l’ospedale, il Centro per i Disturbi Cognitivi e le Demenze di Montegranaro".

"Altro passo importante che compiremo entro la primavera - continua - sarà quello di realizzare nella Casa di Riposo il giardino sensoriale, eliminando le barriere architettoniche, arricchendo l’esterno anche con una pista da ballo per la ballo terapia. Questo per permettere agli ospiti della Casa di Riposo di avere una vita sana, con attività e interessi, anche perché crediamo fortemente che gli stimoli positivi possano favorire la prevenzione della demenza. In ultimo approfitto per anticipare un grande progetto che riguarderà il “Sassatelli”: nel corso dell’open day di domenica 26 marzo, quando apriremo a tutti le porte della Casa di Riposo, l’Arcivescovo di Fermo Luigi Conti posizionerà simbolicamente la prima pietra della nuova costruzione che verrà realizzata nell’attuale parco a fianco dell’attuale struttura. Avremo ulteriori settanta posti letto a disposizione, una piscina, un bar, giardini ben integrati con il quartiere, insomma un ambiente estremamente confortevole. Per questo voglio ringraziare il presidente della Fondazione Paolo Fattenotte e tutto il Consiglio”.


Alessandro Sabbatini

Ultima modifica il Lunedì, 27 Febbraio 2017 12:16

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