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Il caso del sempreverde Distretto del cappello, dove la crisi è lontana grazie all'internazionalizzazione

FERMANO - Land of hats, ovvero la terra dei cappelli: probabilmente non esiste nome più azzeccato per definire il territorio di Montappone e Massa Fermana, senza dimenticare Falerone e Monte Vidon Corrado. Con un evento lo scorso 21 marzo alla Sala dei Ritratti di Fermo, il Comitato del Cappello ha voluto rimarcare l'importanza del distretto produttivo, ponendo l'accento su diversi temi, tra cui quello dell'internazionalizzazione e della salute. Proprio da un'idea del Comitato – presieduto da Angelo Cecchi – nasce Land of hats, che ha trovato terreno fertile nel finanziamento della Regione Marche, nella collaborazione con l'associazione Marca Fermana e in vari patrocini comunali e di stampo universitario, come quello dell'Accademia di Belle Arti di Macerata e dell'Università Politecnica delle Marche.

In prima battuta, si può vedere come alcune aziende debbano il proprio fatturato principalmente ai mercati esteri, anche con punte del 90%. Di questi tempi, è difficile non notare la particolarità di un distretto che ha risentito relativamente della crisi: soprattutto grazie all'internazionalizzazione, le 90 aziende del distretto e le altre 40 dell'indotto hanno saputo salvaguardare, in ampia parte, i margini reddituali, portando alla creazione di circa 300 posti di lavoro negli ultimi cinque anni. In seconda istanza, si è parlato del cappello come accessorio che tutela la persona da allergie e malanni stagionali. Daniele Travaglini, coordinatore scientifico dell'Accademia Medica Cappello & Salute ha infatti fornito alcuni dettagli in merito ad un lavoro di ricerca che si occupa della connessione tra le due cose.

La giornata ha, inoltre, visto sfilare le creazioni delle 14 aziende inerenti al progetto: il Cappellificio Adriatico, Artes, Atum, il Cappellificio Bordoni Pierina, il Cappellificio Cecchi, il Cappellificio Giuliana, Mar Sport, Marini Silvano, New Lad, Olimpia, Paimar, Sorbatti, Tirabasso Group e il Cappellificio Torresi Lorenzo. Più che una giornata di chiusura, quella del 21 marzo può essere definita una giornata di presentazione.

“Per la prima volta – sottolinea Carlo Scheggia, addetto stampa di Land of hats – più aziende si trovano coinvolte, insieme, in un'iniziativa di questo tipo”. Potrebbe definirsi una sorta di rete d'impresa, seppur non preveda collaborazioni a livello produttivo: si tratta di una rete legata alla promozione, alla conoscenza. L'omonimo catalogo, in italiano e in inglese, sarà infatti il biglietto da visita del distretto nel mondo, ad Expo2015 all'interno del padiglione della Regione Marche e in altri eventi fieristici.


www.landofhats.it


Silvia Ilari

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