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Fermana, trasferta insidiosa. A Osimo serve una prova di maturità

Foto Pagina Facebook Fermana Fc

CALCIO - Trasferta tutt’altro che comoda per la Fermana che, dopo lo 0-0 casalingo contro il Trodica, è chiamata a misurarsi con l’Osimana: squadra organizzata e ambiziosa, allenata dall’ex gialloblù Claudio Labriola, oggi ai margini della zona playoff.

I “senza testa” viaggiano a 26 punti, appena sotto la griglia degli spareggi, mentre la Fermana continua a dettare il passo: 34 punti e quattro lunghezze di margine sulla coppia TrodicaK Sport Montecchio, le rivali più accreditate in una corsa che, salvo scossoni, sembra sempre più destinata a restare ristretta.
Alle spalle delle battistrada, Sangiustese, Montefano e la stessa Osimana provano a tenere acceso il campionato con il ruolo di outsider capace di creare attrito. Ma, al netto del rispetto dovuto a chi sta facendo bene, l’idea che qualcuno riesca davvero a sovvertire gli equilibri principali della stagione appare oggi più una suggestione che una tendenza. Poi, certo, il calcio è il regno delle eccezioni.
Se il pareggio con il Trodica doveva dire qualcosa, lo ha fatto più in chiave tattica che emotiva. Al “Bruno Recchioni” si è vista una gara chiusa, povera di ritmo e di spazi, nella quale entrambe le squadre hanno faticato a proporre il proprio gioco. Il Trodica, al di là delle dichiarazioni della vigilia, ha interpretato la partita con prudenza, più orientato a non concedere che a costruire. Una scelta che ha finito per anestetizzare il match. Alla fine lo 0-0, in termini di classifica, sorride più alla Fermana: il distacco resta invariato e, con una giornata in meno da giocare, il tempo per ricucire si accorcia.
Ma il duello non è solo a due. Perché in silenzio, con la concretezza di chi conosce profondamente la categoria, il K Sport Montecchio resta una presenza pesante. Squadra matura, strutturata, con qualità ed esperienza distribuite nei reparti, capace di stare dentro le partite con un cinismo da formazione navigata. E quando i punti iniziano a pesare, spesso sono proprio questi profili a diventare i più scomodi.
Ad Osimo la capolista troverà un’avversaria ferita ma tutt’altro che ridimensionata. L’Osimana arriva dalla sconfitta per 2-0 sul campo del K Sport Montecchio e cerca un segnale dopo un periodo non brillantissimo nei risultati: l’ultima vittoria risale all’1-0 sul campo del Fabriano Cerreto nell’ultima giornata d’andata, mentre davanti al proprio pubblico il successo manca dal 16 novembre (2-0 alla Sangiustese). Numeri che raccontano un momento da rilancio, e che proprio per questo rendono la gara ancora più delicata.
C’è poi un dato che alza il livello di attenzione: al “Diana” l’Osimana ha perso una sola volta in stagione, guarda caso contro il Montecchio, alla prima uscita interna. Poi sono arrivate quattro vittorie e tre pareggi. Tradotto: un campo dove i giallorossi si muovono con sicurezza, squadra compatta, ordinata, poco appariscente ma tremendamente pratica. Non fa spettacolo, ma punisce al primo errore. È una formazione che bada al sodo, che fa del cinismo il proprio marchio.
La Fermana dovrà fare la partita, ma con equilibrio: aggressiva nella proposta, lucida nelle scelte e soprattutto attenta dietro, perché concedere qualcosa a una squadra così può costare caro.
A fare da cornice ci sarà un pubblico importante. L’Osimana è seguita e il “Diana” si prepara a un bel colpo d’occhio, con una presenza attesa anche dal settore ospiti. Segnale che il calcio, quando c’è posta in palio vera, torna a muovere emozioni. Lo si è visto anche domenica scorsa: la tribuna ovest del “Recchioni” praticamente gremita contro il Trodica è stata un segnale tangibile di un ambiente che, grazie ai risultati, si sta riavvicinando alla squadra dopo mesi di gelo.
E se questo calore dovesse tornare stabilmente a sostenere la Fermana, anche nelle gare casalinghe, potrebbe diventare un fattore tecnico prima ancora che emotivo per la squadra di Augusto Gentilini.
A Osimo servirà personalità, ma soprattutto sostanza. Perché le partite che non fanno rumore sono spesso quelle che pesano di più.
Paolo Catena
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