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Fermana-Tolentino: primo abbraccio al Recchioni per la nuova Fermana

La grinta di Nicolas Madero (Foto Giacomo Bacalini)

CALCIO - Centocinque giorni dopo, il Bruno Recchioni riapre le porte alla Fermana. L’ultima volta fu il 31 maggio: 2-0 alla Pietralunghese e poi il verdetto crudele dei rigori, che fermò la corsa verso la Serie D. Domani alle 15.30, contro il Tolentino, quel filo si riannoda.

Dopo Gentilini, la panchina è passata a Marco Sansovini; della vecchia guardia sono rimasti l’attaccante Fofi, il centrocampista Nunzi e i difensori Carosi, Barellini, Ruano e Malafronte. La rosa è stata rifondata con Gagliardini tra i pali, Madero in difesa, Crescenzi in mediana, Hussein e Thiakane davanti. Nomi nuovi, stessa passione: Fermo chiede ai canarini di essere protagonisti e riprendersi la categoria perduta. In un torneo più duro, con Alma Fano e Lunano attrezzate e la Jesina outsider, la Fermana deve guardare anzitutto in casa propria.

L’avvio autorizza fiducia: due successi esterni in rimonta per 2-1, a Montegranaro in Coppa e a Chiesanuova in campionato. Con il Tolentino inizieranno tre gare consecutive al Recchioni: mercoledì 16 settembre, alle 15.30, arriverà il Montegranaro per il ritorno degli ottavi di Coppa Italia, con i canarini a difesa del vantaggio dell’andata; domenica 20, alla stessa ora, toccherà alla Fermignanese.

Il Tolentino di Paolo Passarini, reduce dal 3-0 al Matelica in Coppa e dallo 0-0 con la Fermignanese, non verrà a Fermo per alzare barricate: non è nella filosofia del tecnico. Organizzato e pronto a giocare a viso aperto, ha confermato, Tomassetti e Diouane in difesa, Rotondo e Papini in attacco. Tra i nuovi, Ajradinoski e Zannotti tra i pali, Panichelli, Capponi e Latini a centrocampo e Rodriguez Olivera in difesa. Diouane, già gialloblù nel 2022/23 e nel 2024/25, e Rodriguez Olivera, a Fermo nella scorsa stagione, sono i due ex.

È solo la seconda giornata, ma al Recchioni vale già di più: è il ritorno del suo popolo, il primo abbraccio alla nuova Fermana. Perché certe rincorse, a Fermo, non finiscono: ricominciano.

Paolo Catena

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