CALCIO - Sette vittorie non danno diritto all’ottava. È il principio da cui deve ripartire la Fermana, che domenica riceve l’Osimana con dodici punti e un percorso perfetto tra campionato e Coppa Italia. C’è una curiosità nella marcia dei canarini: due gol segnati in ciascuna delle prime sette gare ufficiali, con la sola eccezione del tris di Montefano. Quindici reti all’attivo e appena tre al passivo, una soltanto in campionato: numeri che raccontano efficacia offensiva ed equilibrio collettivo.
Qualità emerse attraverso partite differenti. Al Dell’Immacolata il Montefano si era fatto preferire nel palleggio durante il primo tempo, ma la Fermana ha saputo dare un peso diverso ai propri possessi, colpendo con Fofi e Hussein prima dell’intervallo e chiudendo i conti nella ripresa con il secondo centro dell’attaccante. Una squadra capace di crescere nella gara, senza confondere il controllo del pallone con quello degli episodi decisivi.
A Trodica, invece, è servita anche la disponibilità a soffrire. Sotto per il gol iniziale di Gasparroni, i gialloblù hanno rovesciato l’andata dei quarti di Coppa con Nunzi e Maitini, difendendo poi il 2-1 nel finale in inferiorità numerica per l’espulsione di Thiakane. La qualificazione passerà dal ritorno del 14 ottobre al Recchioni; intanto, la settima vittoria ha confermato risorse tecniche e tenuta nervosa.
L’Osimana arriva da tutt’altro percorso, ma sarebbe pericoloso fermarsi alla classifica. Ultima con un punto, la formazione di Malavenda lo ha conquistato domenica nello 0-0 con il Trodica, al termine di una sfida combattuta ed equilibrata. Costruita in grande ritardo, tra difficoltà e vicissitudini societarie estive, ha mostrato una vitalità che sconsiglia qualsiasi verdetto anticipato. Borrelli e Severini offrono qualità ed esperienza; gli ex Misin e Romizi aggiungono mestiere a un gruppo che cerca continuità.
Pensare di avere già i tre punti in tasca sarebbe il primo, gravissimo errore. Sansovini conosce bene il rischio: la Fermana dovrà indirizzare subito la gara e cercare di metterla al sicuro per poi gestirla, senza lasciare che la fretta di segnare apra spazi agli avversari. Concentrazione massima: evitare di dover rincorrere sarà il primo passo. Anche perché l’Aurora Treia, seconda a dieci punti, incalza: il 7-2 alla Jesina e il 4-0 al Tolentino in Coppa certificano una condizione straordinaria.
Domenica alle 15.30, al Bruno Recchioni di Fermo, arbitra Jacopo Alfonsi di San Benedetto del Tronto, assistito da Riccardo Negusanti di Pesaro e Leonardo Salvatori di Macerata.
Paolo Catena