CALCIO - La Fermana torna finalmente in campo. Domenica 24 maggio alle 16, allo stadio Martinelli di Pietralunga, i canarini affronteranno la formazione umbra della Pietralunghese nella gara di andata del primo turno dei playoff nazionali di Eccellenza. Per la squadra di Augusto Gentilini sarà il primo impegno ufficiale dopo una sosta lunghissima: l’ultima partita risale infatti al 26 aprile, data del pareggio per 1-1 sul campo dell’Urbania.
Da allora solo allenamenti, lavoro e attesa. Un mese senza gare vere (ad eccezione di due amichevoli con le Juniores di Maceratese e Recanatese) può aiutare a recuperare energie, ma porta con sé anche un rischio evidente: ritrovare subito ritmo e intensità. La Pietralunghese, invece, arriva con il motore acceso: domenica scorsa ha battuto in casa il Tavernelle per 1-0, grazie alla rete di Joseph Mangiaratti, conquistando l’accesso al tabellone nazionale.
Il contesto sarà particolare. Pietralunga è un comune di circa duemila abitanti e il Martinelli è un impianto raccolto, con capienza ridotta. Si era valutata anche l’ipotesi Gubbio, al Barbetti, ma la concomitanza con la Corsa dei Ceri avrebbe creato complicazioni organizzative e di ordine pubblico. Si giocherà dunque a Pietralunga, con 200 biglietti riservati ai tifosi gialloblù, nominativi e acquistabili soltanto nella giornata di sabato.
Il ritorno è fissato per domenica 31 maggio al Bruno Recchioni, dove il tema capienza non esisterà. Prima, però, c’è da affrontare una gara insidiosa. Il regolamento non prevede il valore doppio dei gol in trasferta: passerà chi segnerà di più nel doppio confronto; in caso di parità, supplementari e rigori.
La Fermana parte con il peso della storia e di una piazza che sogna il ritorno in Serie D, ma dovrà trasformare il blasone in sostanza. Serviranno pazienza, lucidità e cattiveria nei momenti giusti. A Pietralunga comincia un nuovo percorso. I tifosi della Fermana sperano che possa essere lungo quattro partite e concludersi con il ritorno dei canarini in una categoria più consona alla storia, al blasone e alla tradizione del club. Ma ora conta soltanto il primo passo: per la squadra di Gentilini sarà già una prova di maturità.