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Campionato in pausa: K Sport allunga, Fermana senza più margine di errore

Foto Giacomo Bacalini da pagina Facebook Fermana FC

CALCIO - C’è un momento, dentro ogni stagione, in cui il rumore del campo si abbassa e lascia spazio ai pensieri. In Eccellenza Marche, quel momento è arrivato. Il campionato si ferma per due settimane: niente gare domenica 29 marzo, niente pallone nemmeno nella domenica di Pasqua. Si tornerà in campo il 12 aprile, con tutto ancora in bilico e con un finale che promette tensione e calcoli.

Non è una pausa casuale. Da una parte il calendario, inevitabilmente influenzato dalle festività pasquali. Dall’altra, e forse ancora più significativo, lo spazio lasciato al Torneo delle Regioni, appuntamento centrale del calcio dilettantistico italiano, in programma dal 27 marzo al 3 aprile in Puglia. Parliamo di una manifestazione che coinvolge 79 rappresentative regionali, articolate in quattro categorie: Under 15, Under 17, Under 19 e calcio femminile. In campo non ci sono solo partite, ma percorsi. Non solo risultati, ma prospettive. Sono i migliori giovani dei campionati dilettantistici a indossare la maglia della propria regione. Ragazzi che, per una settimana, si ritrovano dentro un contesto che somiglia a qualcosa di più grande: organizzazione, visibilità, responsabilità. È un passaggio chiave. Perché mentre le prime squadre si fermano, il movimento continua a respirare attraverso i suoi talenti più promettenti. È un cambio di prospettiva necessario: dal presente al futuro, dalla classifica alla crescita.

E proprio la classifica, oggi, racconta una storia che merita di essere letta con attenzione.

L’ultimo turno ha lasciato un segno. La Fermana ha inciampato in casa contro il Tolentino: la squadra di Augusto Gentilini non è andata oltre il pareggio contro i cremisi, frenando proprio nel momento in cui serviva continuità e forza. Un passo falso che pesa. Perché il K-Sport Montecchio Gallo non si è fatto pregare. Vittoria di misura contro la Sangiustese, sei successi consecutivi e un allungo che oggi vale quattro punti.

Non è un caso. È un processo. Il Montecchio ha costruito la propria leadership con una rimonta chirurgica: dal -6 alla 17ª giornata (33 a 27 per la Fermana) al +4 attuale (55 a 51). Dieci punti recuperati in dieci partite. E lo snodo decisivo resta quello del 1° marzo: il 3-1 nello scontro diretto allo Spadoni, il sorpasso, la presa definitiva della vetta.

E allora è giusto dirlo con chiarezza. I meriti del K-Sport Montecchio Gallo, oggi, superano i demeriti della Fermana. Nel calcio si cercano sempre colpe, si tende a spiegare tutto con ciò che non ha funzionato. Più raramente si riconosce la forza degli avversari. Qui, invece, siamo davanti a una squadra che ha tenuto un ritmo forsennato, che ha saputo reagire a una partenza complicata e che ha costruito, passo dopo passo, una mentalità da squadra vincente. E perdere il confronto con una squadra così non è una vergogna.

Anche perché questa leadership nasce da una ferita ancora aperta. Lo scorso anno, proprio dopo la pausa pasquale, il Montecchio aveva il campionato in mano: +3, poi il crollo inatteso, la sconfitta a Urbino contro una squadra senza obiettivi, gli spareggi e una promozione sfumata tra episodi e sfortuna, anche in inferiorità numerica. Una ferita. E le squadre, come le persone, dalle ferite possono uscire più deboli oppure più forti. Il K Sport ha scelto la seconda strada.

Dall’altra parte c’è una Fermana che non può essere giudicata solo per l’oggi. Perché il rischio è quello di dimenticare il percorso. Questa squadra è partita in ritardo, costruita strada facendo, tra scetticismo, mugugni, ironie. C’era chi storceva il naso, chi parlava senza conoscere, chi etichettava quei giocatori come “sconosciuti”. Lo stadio si era svuotato. L’entusiasmo era ai minimi. Poi, lentamente, qualcosa è cambiato. Questi ragazzi hanno dimostrato professionalità, serietà, valore. Hanno risposto sul campo, con i risultati. Hanno ricostruito un legame, riportando la gente allo stadio e riaccendendo una piazza che aveva bisogno di credere di nuovo in qualcosa.

E allora sì, oggi possono esserci rimpianti. È normale. Ma i rimpianti non devono cancellare ciò che è stato costruito. Adesso resta l’ultimo tratto, tre partite e quattro punti da recuperare. Difficile, ma non impossibile. La Fermana deve rialzarsi, ricompattarsi, recuperare energie, uomini, convinzioni. Deve affrontare questo finale con la testa alta e con la consapevolezza che la stagione non è finita.

Perché c’è ancora un obiettivo concreto: il secondo posto, evitare i play-off regionali, arrivare direttamente alla fase nazionale dei play-off

Per arrivare in D, c'è un'altra strada, più lunga e tortuosa, ma reale. Quella dei play-off appunto. Serve crederci fino in fondo, occorre non sottrarsi alla lotta. Serve giocare con estrema determinazione.

Perché Fermo è una piazza che ha sofferto, che ha aspettato, che ha ingoiato delusioni. E che oggi merita di tornare a respirare. Merita di tornare a sognare.

E, soprattutto, merita una squadra che non smetta mai di provarci.

Paolo Catena

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