FERMO – Una cittadella sanitaria per gli anziani. Con l’Inrca per la fase di cura, poliambulatori per una presa in carico completa dei pazienti e un centro per i malati di Alzheimer. Sarà questo, per la lista civica Servire Fermo, il futuro dell’ospedale Murri. “Se, come ci auguriamo – spiega il candidato sindaco Saturnino Di Ruscio –, nel giro di pochi anni l’ospedale sarà trasferito a Campiglione, il Murri non dovrà restare un contenitore inutilizzato. Anche se, a 15 anni dal termine della mia esperienza amministrativa, nulla è stato fatto per dare una nuova destinazione alla struttura, noi abbiamo le idee molto chiare”.
La proposta di riconvertire il Murri in un presidio sanitario dedicato agli anziani è il risultato della cosiddetta crescita inversa, cioè del significativo aumento della popolazione anziana a fronte di una sensibile diminuzione di quella giovanile e del conseguente mutamento delle patologie mediche. “Siamo passati – fa sapere Di Ruscio – da una situazione epidemiologica con preponderanza di malattie infettive a una con prevalenza di malattie cronico-degenerative. Se quello di Campiglione sarà un ospedale per acuti, l’ex Murri dovrà diventare una cittadella della salute per gli anziani, con l’Inrca che continuerà a occuparsi della fase di cura, ambulatori e poliambulatori per una presa in carico completa ed efficace dei pazienti, un centro semiresidenziale o residenziale per i malati di Alzheimer, per dare risposte dignitose anche alle famiglie che si trovano da sole ad affrontare questa malattia, e un centro medico e ambulatoriale per i disturbi del comportamento alimentare”.
Un progetto ambizione di cui la popolazione fermana e non solo ha urgente bisogno. “La sanità pubblica – dice Di Ruscio – è un elemento fondante della nostra Costituzione. A livello locale, va garantita attraverso il costante confronto e raccordo con la Conferenza dei sindaci e il competente assessorato regionale”. “La sanità pubblica – conclude il candidato sindaco – è uno dei punti cardine del nostro programma elettorale. Un punto che, al pari degli altri, garantiamo di poter realizzare. Perché siamo persone libere, pronte a mettersi al servizio della città e dei suoi cittadini”.