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Saldi al via nelle Marche, vale centinaia di milioni la “partita” dello shopping

MARCHE - E' partita il 3 gennaio la stagione dei saldi invernali nelle Marche, uno degli appuntamenti commerciali più rilevanti dell’inizio dell’anno. Le vendite di fine stagione proseguiranno fino al 1° marzo 2026, secondo quanto stabilito dalla Giunta regionale il 1° dicembre 2025, in un periodo condiviso a livello nazionale in sede di Coordinamento tecnico interregionale e di Commissione Sviluppo economico della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome. Nelle Marche resta inoltre in vigore il divieto di vendite promozionali nei 30 giorni precedenti l’avvio dei saldi, a tutela della trasparenza del mercato.

Secondo le stime di Confcommercio Marche, elaborate dall’Ufficio Studi Confcommercio sulla base dei dati storici e delle dinamiche regionali dei consumi, la spesa media prevista è pari a circa 130 euro a persona e 290 euro a famiglia. Un livello di spesa che colloca i saldi invernali tra i principali momenti di attivazione della domanda interna, con un giro d’affari complessivo stimato nell’ordine di alcune centinaia di milioni di euro.

Numeri che confermano come i saldi rappresentino molto più di una semplice occasione di acquisto scontato: sono un vero e proprio termometro della fiducia delle famiglie e un passaggio cruciale per il commercio marchigiano, in particolare per il settore moda, che ha un peso determinante nel tessuto economico e occupazionale regionale.

Confcommercio Marche richiama le valutazioni espresse dalla Federazione Moda Italia-Confcommercio, secondo cui i saldi invernali costituiscono un appuntamento strategico per il rilancio dei consumi di moda e per il sostegno al potere d’acquisto delle famiglie.

Le vendite di fine stagione generano benefici diffusi: permettono ai consumatori di accedere a prodotti di qualità e durevoli a prezzi più convenienti e, allo stesso tempo, contribuiscono a rivitalizzare i centri urbani, rafforzando il ruolo dei negozi di prossimità come presidi economici e sociali. I saldi hanno inoltre un impatto positivo sul piano turistico, favorendo l’arrivo di visitatori attratti da un’esperienza di acquisto autentica, basata su convenienza reale, trasparenza e fiducia, elementi garantiti anche da una data di avvio certa e da una durata definita delle vendite.

L’avvio dei saldi si inserisce in un quadro macroeconomico che mostra segnali di miglioramento, come evidenziato dai più recenti dati Istat, analizzati dall’Ufficio Studi Confcommercio.

A dicembre, l’indicatore di fiducia delle imprese sale a 96,5, mentre quello dei consumatori raggiunge 96,6, il livello più alto da mesi. Dopo il risultato non univoco di novembre, migliorano entrambe le componenti: la fiducia dei consumatori cresce da 95 a 96,6, mentre l’indicatore composito delle imprese passa da 96,1 a 96,5, toccando il massimo da marzo 2024.

Tra le famiglie si registra un miglioramento diffuso delle opinioni: il clima personale sale a 96,4, il clima corrente supera quota 100 (100,2), crescono anche le aspettative future ed economiche. Sul fronte delle imprese, la fiducia aumenta nei servizi di mercato, resta stabile nel commercio al dettaglio e continua a risentire delle difficoltà il comparto industriale.

Per Confcommercio, questi segnali indicano che le famiglie iniziano a guardare con maggiore ottimismo alle prospettive personali e del Paese, creando le condizioni per una graduale ripresa dei consumi, alla quale i saldi possono offrire un contributo immediato e concreto.

Il termine “saldi” nasce dal lessico commerciale e indica il saldo tra entrate e uscite: da qui il significato delle vendite di fine stagione, che riguardano la merce rimasta invenduta al termine di un ciclo stagionale, in particolare nel settore moda, dove il rischio di deprezzamento è elevato.

I saldi rientrano nelle vendite straordinarie, così come definite dall’art. 15 del D.Lgs. 114/1998, insieme alle vendite di liquidazione e alle vendite promozionali. A differenza delle promozioni, i saldi sono vincolati a un periodo preciso e a regole stringenti, definite dalle Regioni in accordo con le organizzazioni del commercio e dei consumatori.

Durante i saldi è obbligatorio indicare il prezzo più basso praticato nei 30 giorni precedenti, la percentuale di sconto e il prezzo finale. I pagamenti con carta devono essere accettati. Il cambio della merce non è obbligatorio, salvo il caso di prodotti difettosi o non conformi.

Le violazioni delle regole sono sanzionate con multe che possono arrivare fino a 3.098 euro. Per la Regione Marche la normativa di riferimento è la Legge regionale 17 novembre 2014, n. 29.

Confcommercio Marche sottolinea come i saldi invernali rappresentino un passaggio decisivo per il commercio regionale, non solo per l’impatto economico diretto, ma anche per il valore che assumono in termini di fiducia, vivacità urbana e qualità dell’offerta.

In questo scenario, il lavoro di analisi e monitoraggio dell’Ufficio Studi Confcommercio continua a essere fondamentale per interpretare l’evoluzione dei consumi e per accompagnare imprese e istituzioni in una fase delicata ma ricca di opportunità per il rilancio dell’economia marchigiana.

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