FERMANO - L’eccezionale aumento del costo del gasolio, alimentato da dinamiche speculative sempre più evidenti, continua a mettere sotto pressione il comparto dell’autotrasporto anche nel territorio fermano. Secondo gli ultimi aggiornamenti dei Valori Indicativi di Riferimento del MIT, il costo del carburante ha registrato un incremento superiore al 30% rispetto a giugno 2025, con un impatto diretto sui costi di esercizio delle imprese che può arrivare fino all’8%.
“Si tratta di una situazione insostenibile nel medio periodo – commenta Gianluca Minnetti, Presidente CNA Fita Fermo – nessuna impresa può assorbire aumenti di questa portata senza ripercussioni sulla propria tenuta economica. Il rischio concreto è quello di lavorare in perdita, con effetti a catena su tutta la filiera”. CNA Fita, pur riconoscendo gli interventi messi in campo dal Governo, ribadisce la necessità di un’azione più incisiva e strutturale: “Il taglio delle accise – prosegue Minnetti – ha rappresentato un primo segnale, di fatto annullato da dinamiche di mercato poco trasparenti. Per questo chiediamo controlli immediati e severi sui meccanismi di formazione dei prezzi, in particolare nei circuiti extra-rete”. Resta fondamentale continuare a utilizzare tutti gli strumenti contrattuali disponibili per difendere il settore: dall’applicazione della clausola di adeguamento carburante nei contratti scritti, al rispetto dei valori di riferimento nei rapporti non formalizzati. “Non possiamo permettere che il peso della crisi ricada solo sulle imprese di autotrasporto” aggiunge Minnetti.
Non solo la richiesta di interventi istituzionali, ma la necessità di lavorare con lungimiranza, come sottolinea Emiliano Tomassini, vice presidente nazionale di CNA Fita: “L’aumento del gasolio, legato ai noti eventi socio-politici, è un dato reale e costituisce una variabile ormai tipica dei momenti di incertezza internazionale. Come CNA Fita abbiamo affrontato la situazione in modo deciso ed efficace, cercando di risolvere al meglio l’immediato. Ma è fondamentale proseguire il dialogo con il Governo affinché si possano delineare soluzioni di medio lungo periodo, abbandonando la logica emergenziale. L’emergenza è un dato da prevedere, certo, ma all’interno di un quadro di interventi strutturali e stabili”.