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Il calzaturiero si gioca tutto al Tavolo. Le considerazioni post fiere e le prospettive per l'intero comparto

FERMANO - La ricetta targata Cna ed avanzata dal presidente territoriale Paolo Silenzi e da Gianluca Mecozzi, con la necessità di guardare oltre le fiere, di insistere sui processi di internazionalizzazione e di dare forma ad eventi collaterali. Giampietro Melchiorri, vice presidente di Confindustria Centro Adriatico, che spinge per un rapido cambiamento di rotta e per rendere il Fermano attrattivo per la clientela internazionale. La Confartigianato che della Fashion Week milanese traccia un bilancio positivo e che sprona il territorio a non perdere di vista appuntamenti fieristici di livello. Sara Santori, presidente della sezione accessoristi di Confindustria Centro Adriatico e presidente nazionale Unac, che da LineaPelle invita a non focalizzarsi soltanto sulla produzione di scarpe quando si parla di accessori e, appunto, pellami. Sono le principali voci che dall'inizio di febbraio hanno sollevato le questioni più dirimenti per un comparto, quello calzaturiero, che continua ad annaspare, pur mantenendo vivi alcuni suoi baluardi.

Certo, i numeri sembrano essere impietosi, con commesse in calo, aziende che chiudono ed un livello occupazionale quasi ai minimi storici. Ma gli imprenditori (e insieme a loro i sindacati) non demordono e giovano su tutti i tavoli le loro carte, dal regionale al nazionale, passando per Bruxelles.

Ma è su un altro tavolo, quello per lo sviluppo e la competitività attivato dalla Provincia di Fermo, che sembrano provenire i segnali più importanti. Non solo il faticoso riconoscimento di area di crisi complessa, che permetterà di attingere ad ingenti risorse, ma soprattutto per una ritrovata sinergia tra i vari attori del territorio, oggi più che mai consapevoli che la sfida globale si vince attraverso una vera condivisione di obiettivi ed istanze. “Non è più tempo di andare da soli” ha rimarcato un imprenditore tra gli stand dell'ultimo Micam. Ora, però, oltre alle voci alzate, servono urgentemente anche mani strette tra loro dentro un sistema economico che può (e deve) vivere soltanto se compatto e consapevole delle proprie potenzialità.

Andrea Braconi

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