FERMANO - “Quando dodici associazioni nazionali dell’autotrasporto si siedono allo stesso tavolo per chiedere risposte urgenti al Governo, vuol dire che siamo davanti ad una emergenza reale. Parliamo di sigle che rappresentano praticamente il 100% del trasporto italiano e della logistica, quindi la quasi totalità della committenza e delle imprese che ogni giorno garantiscono il funzionamento del sistema economico nazionale”. Parte da questa considerazione l’allarme lanciato da Emiliano Tomassini, Presidente CNA di Fermo e Vice Presidente Nazionale CNA Fita, dopo la richiesta urgente di incontro inviata da Unatras alla Presidenza del Consiglio, quindi Meloni e Tajani, e ai Ministeri competenti, come quelli di Salvini e Giorgetti.
“Le imprese dell’autotrasporto stanno vivendo una situazione ormai insostenibile: ogni giorno aumentano costi, incertezze e difficoltà operative, mentre si aspettano risposte. Serve un intervento immediato del Governo, perché senza il trasporto merci si blocca l’intera economia del Paese”, aggiunge Andrea Caranfa, Segretario Generale CNA Fermo.
Al centro della mobilitazione c’è l’esplosione dei costi del carburante, aggravata dalla crisi internazionale in Medio Oriente e dalle tensioni sui mercati energetici, che sta mettendo in forte difficoltà migliaia di imprese del trasporto merci e della logistica. Una situazione che, sottolinea CNA, rischia di avere pesanti ripercussioni sull’intera economia nazionale e sulla continuità delle filiere produttive: “Il settore non può più attendere – incalza Tomassini – le imprese stanno lavorando con margini azzerati e con costi fuori controllo. Chi negli ultimi anni ha investito in sostenibilità, rinnovo del parco mezzi ed efficientamento, oggi viene addirittura penalizzato. È una contraddizione che non possiamo accettare”.
CNA evidenzia, infatti, come il recente taglio delle accise sul gasolio commerciale abbia finito per colpire proprio le aziende più strutturate e virtuose del comparto. Per questo CNA Fita, insieme alle altre sigle, chiedono il riconoscimento urgente di un credito d’imposta che permetta alle imprese di recuperare integralmente il mancato rimborso delle accise relativo al periodo compreso tra il 19 marzo e il 22 maggio 2026. “Oltre a questo – spiega Emiliano Tomassini – abbiamo chiaramente richiesto al Governo l’utilizzo immediato del credito d’imposta, senza attendere i 60 giorni previsti dalla normativa; la sospensione temporanea di imposte e contributi previdenziali; l’apertura immediata di un tavolo di confronto a Palazzo Chigi”.
Intanto resta confermato il fermo nazionale dell’autotrasporto del 25 maggio: una mobilitazione che testimonia il livello di esasperazione raggiunto dalle imprese del settore, ancora in attesa di riscontri immediati. “L’autotrasporto rappresenta una infrastruttura strategica per il sistema economico nazionale – concludono Caranfa e Tomassini – se le imprese si fermano, si fermano produzione, commercio e distribuzione. Per questo servono risposte rapide, concrete e non più rinviabili”.