MONTEGIORGIO - Presso sede centrale della Cassa di Risparmio di Fermo - Sala Assemblee “Amedeo Grilli”, è stata presentata la Stagione di Prosa del Teatro Alaleona di Montegiorgio alla presenza del sindaco di Montegiorgio Michele Ortenzi, dell’assessore alla cultura Michela Vita, del direttore artistico Gianluca Balestra e dei vertici della Cassa di Risparmio di Fermo e della Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo Alberto Palma e Giorgio Girotti Pucci.
Una stagione teatrale che gioca su un doppio livello di significato ovvero il riflesso come specchio della realtà e la riflessione come pensiero critico. Il teatro, per sua natura, è uno specchio che restituisce all'uomo l'immagine della società, e i titoli in cartellone portano questa metafora al massimo livello. Ogni spettacolo è un attimo irripetibile: una luce che svela le nostre fragilità, un’eco che risuona nelle nostre passioni, uno specchio in cui la vita si riconosce nell'istante esatto in cui accade. Dai grandi classici riscritti per il nostro tempo alle drammaturgie più viscerali, il cartellone di quest'anno affronta l'urgenza delle scelte, il peso e la bellezza del tempo, il coraggio di guardarsi dentro. Non offriamo un semplice rifugio dalla routine, ma un’esperienza viva e pulsante, capace di parlare al pubblico di oggi con la forza dell'autenticità. Grazie alla visione e all'impegno dell’Amministrazione Comunale, al lavoro dell’Ufficio Cultura e al fondamentale sostegno degli Sponsor, portiamo in scena produzioni dall'alto valore artistico e civile.
Spettacoli pensati per chi il teatro lo vive da sempre e per chi sceglie, per la prima volta, di varcarne la soglia. Il teatro non si mette in pausa. La vita neppure. Quando il sipario si alza, l'illusione svanisce e resta l'essenziale: una comunità che si ritrova al buio per riscoprirsi luce.
Questa stagione cerca di spaziare attraverso vari temi del contemporaneo. Lo specchio della società e della politica: Gaber e Stato contro Nolan mettono la società contemporanea di fronte ai propri paradossi e alle contraddizioni morali. L'illusione e la finzione: Tartufo e Molière - L'arte della beffa giocano direttamente sul tema dell'apparenza, delle maschere e dell'inganno: ciò che vediamo è solo un riflesso alterato della verità. L'animo umano a nudo: Hospitality Suite ed Elettra 1944 scavano nelle pieghe più intime della coscienza, del trauma e dell'etica personale, costringendo lo spettatore a guardarsi dentro.
Queste proposte dichiarano gli intenti della stagione. Non semplici intrattenimenti di evasione, ma esperienze visive e mentali capaci di rimbombare nella mente del pubblico anche dopo il calare del sipario.
La nuova stagione è la conferma di un percorso rigoroso e appassionato. Un cartellone d'eccellenza che si fa specchio del mondo attraverso quattro ESCLUSIVE REGIONALI su sei titoli. Tutto questo si concretizza grazie a un'alleanza virtuosa tra visione pubblica e mecenatismo privato: lo storico e fondamentale sostegno della Cassa di Risparmio di Fermo, della Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo e della Regione Marche, unito alla sensibilità di aziende del territorio, dimostra come diverse energie possano unirsi per fare del teatro una dimora aperta sul futuro.
Aprirà il cartellone giovedì 10 dicembre alle ore 21, lo spettacolo Gaber-Mi fa male il mondo con Neri Marcorè protagonista. Un'incursione lucida e appassionata nel pensiero e nel canzoniere di Giorgio Gaber, per interrogare le contraddizioni del nostro presente con la forza della satira e dell'impegno civile. Un viaggio attraverso canzoni eseguite dal vivo. A dirigere il celebre attore elpidiense sarà Giorgio Gallione, ormai solido compgano artistico.
Il 2027 si apre il 12 gennaio con un’esclusiva regionale e con la messinscena di uno dei capolavori di Molière, ovvero Tartufo. La celebre commedia classica rivive sul palcoscenico in una lettura affilata e contemporanea, svelando le ipocrisie, i finti moralismi e i giochi di potere della società. In scena, tra i tanti, Sara Drago e Michele Sinisi che si confronta ancora una volta con un classico, muovendosi all’interno di una commedia che, dietro le sfumature farsesche, cela sotto pelle un lato oscuro, dato dall’ambiguità di un protagonista sinistro, misterioso. La parola di Molière viene qui rimasticata, attualizzata e contaminata acquisendo così una freschezza dal sapore contemporaneo, un ritmo serrato che conduce lo spettatore dritto verso un finale dove il rex ex maquina toglierà dagli impicci l’intera famiglia garantendo un, seppur amaro, lieto fine.
Si proseguirà il 26 gennaio con un testo di Roger Rueff ovvero Hospitality Suite da cui è stato tratto anche il film The Big Kahuna, interpretato da Kevin Spacey, Danny DeVito e Peter Facinelli. Tre uomini d'affari chiusi in una stanza d'albergo: uno scavo psicologico folgorante e intimo sull'etica, la disperazione, la fede e il senso del successo nell'era moderna. Ambientato dentro un mondo lavorativo legato a un’altra epoca, il testo continua però a parlare con impressionante precisione del presente: la competizione permanente, il bisogno di affermazione, la paura di essere sostituiti, la sensazione che il valore umano venga misurato soltanto attraverso il risultato. Francesco Scianna è protagonista e regista, affiancato da Sergio Romano fresco vincitore del David di Donatello come miglior attore protagonista.
L’appuntamento del 23 febbraio sarà dedicato al titolo, in esclusiva regionale, Molière – L’arte della beffa, opera contemporanea di Francesco Niccolini e liberamente ispirato a “La vita del signor de Molière” di Michail Bulgakov. Alessio Boni sarà il protagonista di quest’opera che cercherà di rendere omaggio al celebre commediografo francese. Qualcuno ha scritto che il suo teatro trasformò gli artigiani e i bottegai parigini nel popolo che, un secolo dopo, fece la prima grande rivoluzione d’Europa, la Rivoluzione Francese. Di sicuro rivoluzionò il teatro. Commedia dopo commedia i suoi personaggi diventarono veri: non più maschere, ma donne e uomini vivi. La scena diventò specchio deformante e sincero della realtà, luogo privilegiato di sguardi impietosi dove è permesso ridere di tutto, anche delle ferite dolorose che l’era moderna apriva nelle coscienze. Un omaggio vibrante al genio del teatro francese e al potere salvifico della risata. Una drammaturgia originale che celebra l'inganno perfetto come strumento di libertà.
Marzo si apre con un’opera originale ovvero Elettra 1944 di Giancarlo Nicoletti che cura anche la regia. Titolo in esclusiva regionale ed interpretato da Pamela Villoresi, Giulio Corso, Francesco Foti e Alice Spisa. Una riscrittura inedita dell’Orestea ambientata nella Roma occupata della Seconda Guerra Mondiale. Il testo è un avvincente thriller familiare che intreccia eventi reali e finzione teatrale, facendo convivere il fatto storico e la libertà della narrazione. Il mito tragico di Sofocle viene calato nell'inferno del secondo conflitto mondiale: una riflessione potente sul trauma, la vendetta, la memoria e le ferite della storia. Lo spettacolo va in scena domenica 7 marzo alle 21.
Il 30 marzo termina la stagione un’opera importante, ed in esclusiva regionale ovvero Stato contro Nolan di Stefano Massini. Alessandro Gassmann dirige un nutrito gruppo di attori capitanati da Daniele Russo. In una cittadina di provincia dei primi anni Sessanta, il direttore del giornale locale, Herbert Nolan, è sotto processo con l’accusa di aver manipolato l’informazione per interesse personale. La morte di un vagabondo viene trasformata in una minaccia collettiva, capace di alimentare paura e spingere gli abitanti ad armarsi, favorendo così gli affari di un’azienda produttrice di armi di cui Nolan è azionista. Nel corso del processo, guidato dal procuratore Miles, emergono responsabilità, conflitti di interesse e meccanismi di condizionamento dell’opinione pubblica. Il processo pone l’accento su un tema attuale: come la paura collettiva possa essere pianificata a tavolino e trasformata in uno strumento di potere e controllo.
Ed ora nessun filtro, nessuna pausa, accomodiamoci in sala: la vita va in scena.