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Parole & Nuvole: ultimo appuntamento con Antonio Ferrari

PORTO SANT'ELPIDIO - Dopo un percorso entusiasmante alla ricerca dei più profondi significati della parola Heimat, Parole&Nuvole arriva al suo ultimo appuntamento, che però non è affatto un addio, ma anzi l’ultimo degli impulsi, che continueranno poi a svilupparsi a Fermo sui Libri 2018, a cercare tutti insieme un senso alla patria, al luogo dove ci si sente a casa spiritualmente e fisicamente, scevri da qualsiasi preconcetto e nazionalismo. Questa volta a raccontare la sua versione di (piccola) patria, di terra amata e sfigurata, picchiata da segreti e omertà che la sfregiano è Antonio Ferrari, giornalista de’ Il Corriere della Sera, il quale presenta ciò che per lui significa Heimat nel suo ultimo libro, Il segreto, il 30 aprile 2018, alle ore 21,15, presso Villa Baruchello di Porto Sant’Elpidio.

Antonio Ferrari, modenese, è nato il 3 Novembre del 1946. Dopo gli studi in Ingegneria, è stato cronista per molte testate, finché nel 1973 ha giurato la sua fedeltà al Corriere della Sera, per cui cura da oltre trent’anni inchieste e reportage nell’Italia degli anni di piombo, tra protesste e stragi, e soprattutto in territori pericolosamente interessati da fenomeni di corruzione e dittatura, come i Balcani, il Medio Oriente e il Nord Africa.

La sua meritata fama gli deriva da una maieutica eccezionale, dal riuscire ad affascinare l’interlocutore e a scavare in lui la verità fino alla terra vergine dell’inconscio, fino ad ottenere -come lui stesso la definisce- “la radice quadra della verità”; questa capacità è riuscita a fargli fare alcune tra le interviste più scomode del mondo, tra cui spiccano quelle a Hosni Mubarak, Mohammad Gheddafi e Saddam Houssein.

Come molti giornalisti, ha un cassetto nero pieno di pezzi che avrebbe voluto pubblicare, tra i quali giace nascosto da 35 anni un romanzo, di cui, dopo una genesi e una stesura tormentate, ad un passo dalla pubblicazione, è stata sospesa la stampa, come a voler tacitare quasi subitamente i sottesi che esso avrebbe voluto raccontare. Non per niente s’intitola Il segreto. Il libro di Ferrari porta infatti il lettore davanti alla realtà di uno stato, quello italiano, che negli anni ‘70 subiva le forti attenzioni delle più grandi potenze internazionali, e che, preda di esse, non riuscì nei momenti più delicati ad avere abbastanza identità e forza da definirsi, seppur (piccola), patria di tuti coloro che lo abitavano. Il mistero delle pagine de’ Il segreto si sussegue non solo nel ritratto lucido e rabbioso di quest’Italia, ma scava pian piano fino alle sue estreme conseguenze, ovvero assassinio di Aldo Moro e il coinvolgimento internazionale nel suo nascere, crescere e infine compiersi, un affare complesso in cui non hanno evidentemente avuto una parte importante solo le Brigate Rosse, ma anche una lunga serie di connessioni internazionali, che Ferrari riesce brillantemente a mettere in luce nelle parole e negli sguardi feroci dei suoi personaggi.

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