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Giorgio Felicetti con "Corpus Pasolini" al Teatro delle Api di Porto Sant'Elpidio

PORTO SANT'ELPIDIO - Il Miele dell’Arte, cartellone del Teatro delle Api di Porto Sant’Elpidio promosso da Comune e AMAT con il contributo di MiC e Regione e della Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo prosegue giovedì 20 febbraio con “Corpus Pasolini” di e con Giorgio Felicetti.

Nuovo appuntamento della sezione Made in Marche del programma “Corpus Pasolini. Tredici uccellacci una cornacchia un usignolo” prende il via dall’ultima misteriosa notte di vita dello scrittore. In un montaggio a ritroso, si dipana la confessione, impossibile e provocatoria intervista che attraversa le opere e gli scritti, da “Poesie in forma di rosa” a “Vita violenta”, da “Accattone” a “Salò”. Soprattutto è nello spietato analizzatore della società italiana, del cambiamento antropologico e del genocidio culturale che tragicamente si prefigurava negli “Scritti Corsari” e nelle “Lettere Luterane” che viene fuori tutta la forza e l’attualità di Pasolini. Rimane intatta la sua disperata vitalità. Il suo amore per la vita. E il suo testamento, toccante immenso apocalittico scenario dell’Italia che siamo noi: l’intervista rilasciata a Furio Colombo con le ultime profetiche rabbiose e disperate parole di Pier Paolo poche ore prima di venire ammazzato come cornacchia dalla lingua ciarliera.

“Corpus Pasolini” rimette assieme i corpi di questa voce, e tende una corda, anzi un cordone ombelicale tra gli spettatori di oggi e quel poeta civile lucido appassionato veggente. A cinquant’anni dal massacro del poeta, la mancanza di una voce come la sua che dell’umile Italia ha fatto stridulo canto, diventa allucinato urlo nel silenzio del nostro deserto.

Nella nuova drammaturgia, insieme al corpo-poeta incarnato da Felicetti si intesse la dolcissima e crudele presenza di un giovane “ragazzo di vita”, interpretato dal sedicenne elpidiense Cesare Maurizi ed il live eseguito dalla cantante performer Serena “Armstrong” Fortebraccio che scolpisce un paesaggio sonoro disturbante e distopico, evocativo e travolgente: Bach e Lou Reed, Gabriella Ferri, Bjork, David Bowie, la Callas con i canti dei pastori sardi, diventano un sogno dentro un sogno, immerso tra immagini video proiezioni poetiche e definitive parole.

La stagione del Teatro delle Api prosegue il 1 marzo con Tosca D’Aquino, Simone Montedoro, Toni Fornari e Elisabetta Mirra in “Cena con sorpresa”, mentre il 22 Samuel Peron, Veera Kinnunen e Stefania Caracciolo presentano “Historia. Una storia di migrazione e amore”. Chiusura di cartellone il 17 aprile con l’ultimo dei titoli Made in Marche, “Insania” scritto e diretto da Roberto Rossetti e messo in scena dalla Compagnia della Marca.

Biglietti e informazioni: Teatro delle Api (tel. 346/6286586), biglietterie del circuito AMAT/Vivaticket (tel. 071/2072439) e su vivaticket.com (l’acquisto online comporta un aggravio in favore del gestore del servizio).

Inizio ore 21.15.

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