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Fermo romana, convegno il 15 dicembre nella chiesa di San Filippo

FERMO - La Città di Fermo, la romana Firmum Picenum, vede insediamenti documentati che risalgono ad almeno il XVI sec.a.C.. Di particolare importanza l'insediamento villanoviano, con le due necropoli di contrada Misericordia e contrada Mossa. Diviene colonia romana all'inizio della prima guerra punica (264 a.C.) e resta costantemente un centro di particolare importanza politica, economica e militare.

Della Fermo romana restano alcune importantissime testimonianze: le due cisterne ed il sistema dei cunicoli, il teatro, tratti isolati delle mura e poco altro. La continuità di insediamento ha fatto sì che del resto della città romana si possano avere solo alcune intuizioni e quanto se ne è salvato è sepolto sotto la città con le sue stratificazioni.

Consapevoli di questo l’Archeoclub si è proposto di dare un contributo nell'unica maniera possibile: effettuando quelle indagini geognostiche (georadar e tomografia elettrica) oggi di agevole ed affidabile utilizzo. Per conoscere i risultati della serie di indagini effettuate l’Archeoclub di Fermo, in collaborazione con il Comune di Fermo ed il patrocinio dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Fermo, dell’Ordine degli Architetti di Fermo e del Collegio Provinciale dei Geometri e Geometri Laureati di Fermo, ha organizzato per sabato 15 dicembre alle ore 15.30 nella chiesa di San Filippo il primo di due incontri del ciclo “Conoscere la città” dal titolo “Fermo Romana” con in programma i qualificati interventi di Enzo Catani (su problematiche e prospettive per una carta archeologica della Fermo Romana); di Stefania Bellabarba (la pianificazione territoriale: la centuriazione nel Fermano); Fabio Pasquarè (le grandi cisterne romane: analisi e documentazione digitale) e Massimo Tomassini (la struttura del Foro, le fasi dello sviluppo, le ragioni delle forma della Piazza).

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