SERVIGLIANO – Che cosa resta di una vittoria, quando si spengono le luci dello stadio? E che cosa significa davvero essere un campione, dentro e fuori dal campo? La risposta non è soltanto nei trofei conquistati, nei gol segnati o nei risultati scritti sul tabellone. È nel rispetto degli altri, nella capacità di assumersi le proprie responsabilità, nella coerenza delle scelte quotidiane. Valori che lo sport può insegnare come poche altre esperienze e che saranno al centro dell’incontro in programma mercoledì mattina 14 ottobre, alle ore 11, al Teatro Ideale di Servigliano. Si tratta di una delle tappe del 6° Festival Storie, la rete culturale di 12 Comuni di tre province che da due mesi sta animando la regione.
A confrontarsi sul tema “Etica e valori nello sport: l’esperienza di un Campione” saranno Damiano Tommasi, ex calciatore della Roma e della Nazionale italiana, e Vincenzo Varagona, giornalista e scrittore, presidente nazionale dell’Unione cattolica della stampa italiana. Un dialogo che si rivolge in primo luogo agli studenti, ma che intende coinvolgere anche insegnanti, famiglie, associazioni e cittadini, perché le domande poste dallo sport riguardano tutti, a prescindere dall’età e dalla passione per il calcio. Tommasi porta con sé una storia che attraversa il calcio italiano e internazionale. Con la maglia della Roma ha collezionato 263 presenze e 14 gol in Serie A, conquistando lo scudetto nella stagione 2000-2001 e la Supercoppa italiana. Con la Nazionale Under 21 ha vinto l’Europeo del 1996, partecipando poi ai Mondiali del 2002 con la Nazionale maggiore. Una carriera importante, certo, ma che non esaurisce il significato della sua esperienza.
Nel suo percorso, infatti, il campo è stato anche un luogo in cui misurare il valore delle persone e delle decisioni. Nel 2001 gli è stato assegnato il premio “Altropallone” per il suo impegno sociale. Dal 2011 al 2020 ha guidato l’Associazione Italiana Calciatori, dando voce alle questioni legate ai diritti e alla tutela dei calciatori. Dal 29 giugno 2022 è sindaco di Verona: un passaggio dal terreno di gioco alla responsabilità amministrativa che offre ulteriori spunti per riflettere sul significato del servizio alla comunità.
È proprio questo intreccio tra sport e vita pubblica a rendere particolarmente significativo l’incontro di Servigliano. La testimonianza di un atleta può parlare ai ragazzi con un linguaggio immediato, vicino alle loro passioni e alle loro esperienze. Ma dietro una partita si nascondono questioni che vanno ben oltre il risultato: il rispetto delle regole, la gestione della sconfitta, il rapporto con i compagni, la disciplina, la lealtà verso gli avversari. E ancora, il valore dell’impegno, la capacità di rialzarsi dopo un errore e la consapevolezza che il talento, da solo, non basta.
Accanto a Tommasi, la presenza di Vincenzo Varagona arricchirà il confronto con lo sguardo del giornalismo e dell’informazione. Raccontare lo sport significa infatti anche interrogarsi sui modelli che vengono proposti ai più giovani, sul peso delle parole, sulla responsabilità dei media e sulla capacità di distinguere il valore di una persona dalla sua notorietà o dai risultati ottenuti. L’appuntamento è per mercoledì 14 ottobre, alle ore 11, al Teatro Ideale di Servigliano. L’ingresso è gratuito. Un’occasione per ascoltare una storia, porre domande e riscoprire una verità semplice, ma tutt’altro che scontata: nello sport, come nella vita, le vittorie più importanti sono quelle che aiutano a diventare persone migliori.