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Costruzione o distruzione? A due anni dal sisma, il Sindaco di Monsampietro Morico fa il punto della situazione

MONSAMPIETRO MORICO - Sono trascorsi due anni dal terribile sisma che colpì il cuore di Monsampietro Morico. Come non ricordare gli sfollati, l'emanazione delle prime ordinanze ed il posizionamento delle transenne, la chiusura di tutte le chiese. Ad oggi la ricostruzione è ancora troppo lenta, quasi impercettibile. Gli sfollati sono circa 60, alcuni si sono stabiliti momentaneamente lungo la costa, altri in alcuni Bad&Breakfast dei dintorni.

“Molti cittadini sono tornati a vivere a Monsampietro soltanto una volta ridotta la zona rossa – ha spiegato il Sindaco, Romina Gualtieri -. La maggior parte delle attività hanno abbassato definitivamente le saracinesche, le chiese sono ancora inagibili e così anche gli uffici del Comune, lavoriamo in due container. Il primo anno c'era molta preoccupazione, ma anche tanta adrenalina fra i compaesani del borgo poiché erano tutti desiderosi di ricostruire la propria identità. Ora che vige l'immobilismo strutturale, si percepisce fra la gente un sentimento di rassegnazione. Stiamo provvedendo ancora alla messa in sicurezza delle case e tutto ciò non può che sconfortarci, io per prima.

Dopo il crollo del ponte di Genova le nostre esigenze sono state messe completamente in secondo piano. L'emergenza è sopratutto di carattere giuridico: presentiamo progetti che poi non si concretizzano. Anche le mie forze vanno a scemare, nonostante sia sempre stata e continui ad essere combattiva ed ottimista – ha concluso la Gualtieri -. Mi auguravo almeno che i cantieri pubblici e privati fossero ripartiti quanto prima e invece nulla di fatto e l'inverno è ormai alle porte. Speriamo che entro Natale San Michele Arcangelo sia aperta in modo da avere un luogo per la comunità. Solo la scuola non si è mai fermata, anzi, è stata arricchita con Lim e robotica.”

Federica Balestrini

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