MARCHE - Goletta Verde di Legambiente “bacchetta” le Marche in fatto di tutela delle aree protette, bocciando e assegnando la bandiera nera al Piano Quinquennale sulle aree protette approvato di recente dalla Regione Marche e riguardante l’attività di tutela, gestione e sviluppo per le annualità 2026/2030. Nel Piano non sono previste né nuove aree protette terrestri né nuove risorse, anche se vengono individuati i criteri per poterle scegliere. Inoltre, il mare risulta essere il grande assente. La Regione Marche non ha ancora protetto nemmeno un metro quadro di mare e non fa nulla per realizzare le aree marine protette della Costa Conero e della Costa del Piceno attese da 35 anni. Di questo passo, le Marche manterranno il ritardo sugli obiettivi europei, con buona pace di biodiversità, servizi ecosistemici ed economia connessa ad essi.
Un messaggio che l’associazione ambientalista diffonde oggi da Ancona, in occasione della tappa marchigiana della sua campagna nazionale Goletta Verde, e di cui parlerà nel dettaglio oggi pomeriggio, ore 17.00, nel corso dell’incontro dal titolo “30% di aree protette al 2030. A che punto siamo?” in programma presso l’aula didattica della Mole Antonelliana. All’incontro parteciperanno: Antonio Nicoletti, responsabile aree protette di Legambiente, Alessandro Lucchetti, CNR IRBIM, Agnese Riccardi, Università Politecnica delle Marche, Massimiliano Scotti, Direttore Parco Gola della Rossa, Roberto Rubegni, Slow Food Marche e Marco Ciarulli, Presidente Legambiente Marche.
“Le aree protette – dichiara Marco Ciarulli, presidente di Legambiente Marche – sono un presidio fondamentale per l’adattamento ai cambiamenti climatici in forte sinergia con l’economia del territorio. Quello che chiediamo alla Regione Marche è di avere più coraggio guardando le aree protette marine e terrestri, poiché esse rappresentano una grande occasione per l’intero territorio regionale con ricadute positive sull’ambiente, sul turismo, fino all’economia e alla qualità della vita dei territori interessati. Le aree protette rappresentano una leva strategica di primaria importanza per le Marche ma nel Piano Quinquennale approvato dalla Regione, questa leva non viene sfruttata, ce lo dimostra lo stanziamento di un quantitativo irrisorio di risorse fermo a fine anni ’90. Una percentuale di risorse trascurabile rispetto al bilancio regionale, stimabile nello 0,04% delle risorse totali nelle disponibilità della Regione”.
L’associazione ambientalista ricorda, inoltre, che la tutela del mare, diventa assoluta e prioritaria, essendo il Mediterraneo e lo stesso Mar Adriatico, un hotspot di biodiversità molto fragile e suscettibile agli effetti del cambiamento climatico e tra anomalie termiche, mucillagini e sovrappesca.
“La tutela e la corretta gestione del territorio marino e costiero è stata sempre al centro dell’impegno di Legambiente: dall’istituzione dell’Area marina protetta della Costa del Conero all’area Marina Protetta della Costa del Piceno – dichiara Antonio Nicoletti, responsabile aree protette di Legambiente. Bisogna lavorare per istituire le aree marine protette e tutelare questo tratto di mare, e non è possibile che il processo sia fermo da 35 anni. Bisogna puntare sulla tutela della biodiversità nell’Adriatico, proteggere il mare e le coste dalla continua pressione antropica, che sta rendendo gli ecosistemi marini sempre più fragili. Il Mosciolo Selvatico, specie rara del Monte del Conero lo scorso anno ha rischiato di estinguersi, si devono prendere misure immediate per tutelare il nostro mare”.
Legambiente, infine, sottolinea di guardare con interesse alle proposte di legge presentate per trasformare il Parco regionale in Parco nazionale del Conero perché questa scelta può rappresentare un contributo concreto al raggiungimento degli obiettivi di tutelare il 30% di territorio terrestre e marino nazionale al 2030.
“L’auspicio - conclude Nicoletti - è che percorso arrivi velocemente in fondo e si istituisca il Parco Nazionale Conero perché questa proposta deve essere la logica conseguenza per discutere, come finora non è accaduto, della realizzazione di un’area protetta nazionale che gestisce in maniera integrata il promontorio, la costa e il mare. Auspichiamo che questo nuovo percorso, aperto e partecipato, favorisca una maggiore attenzione tra la prioritaria tutela del patrimonio naturale e della biodiversità e la promozione del turismo, dei prodotti tipici e delle eccellenze agricole del territorio”.