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  Venerdì, 30 Dicembre 2011

Divagazioni "biologiche" sulle centrali a biogas

FERMO - Ovvero la rivalutazione del superfluo (o che sembra tale)
Gianni Lamponi



Riceviamo e pubblichiamo

L'era moderna, quella che per convenzione va dal 1950 in poi, tra le varie contraddizioni, ci ha portato a considerare superflue e trascurabili molte risorse naturali. Il consumismo di massa ci ha indotto finora a scartare e abbandonare materiali e prodotti che fino alla metà del '900 erano invece tenuti in considerazione. L'energia in particolare è stata principalmente identificata in sole tre materie prime: petrolio, metano, uranio.

Questa filosofia di vita ci accorgiamo che nel terzo millennio sta cambiando e deve cambiare radicalmente perchè:

- le scorte di petrolio e metano non sono eterne;
- gli effetti collaterali del loro uso abnorme hanno saturato l'atmosfera e creato scompensi fisiologici del pianeta;
- le scorie radioattive sono un problema: non si eliminano, si nascondono, ma dove?

Oggi ciò che sembra inutile e superfluo ci costringe a rivedere i canoni di comportamento. Gli scarti di lavorazione, gli "avanzi", il "di più", l'inutile il "superato, il "fuori moda", scopriamo che in effetti contengono forza ed energia da riutilizzare: occorre solamente praticare il loro recupero differenziato in classi merceologiche. Come si faceva una volta. La raccolta differenziata dei rifiuti, che oggi sembra una novità, prima del periodo "moderno" veniva fatta abitualmente nelle nostre campagne. Per esempio la famosa "ribollita" toscana era un recupero di pane raffermo; altro esempio: gli avanzi alimentari (il nostro cosiddetto rifiuto umido) venivano separati e dati in pasto al maiale che dopo un anno restituiva "l'energia" all'uomo tramite i suoi salumi.

Il nostro "maiale moderno" è una centrale a biogas, che utilizzando i rifiuti umidi organici separati, produce biogas da trasformare in energia elettrica per l'uomo. Questa sarà la via da seguire: il ritorno del passato nel futuro, ma in chiave moderna.

Fin dall'era preistorica le quattro fonti energetiche naturali (che oggi chiamiamo impropriamente alternative), quella biologica, quella solare, quella geotermica e quella eolica, hanno sfamato, riscaldato e spinto l'uomo sulle rotte della sua espansione sul globo terrestre.

La scienza moderna ha tutte le capacità di ampliare, potenziare al 100% e sfruttare queste quattro forze naturali che abbiamo abbondantemente a disposizione. Il petrolio rimasto è bene che lo si lasci nelle viscere del pianeta e così pure l'atomo è bene che non sia troppo "disturbato" nella sua intima conformazione (anche Einstein aveva delle riserve).

Marcuse aveva ragione: il consumismo e lo spreco non sono virtù. Chi vive di "bisogni inventati" diventa un "uomo ad una dimensione". Noi preferiamo le nostre tre.






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