Comune di Monte Urano, Assessorato alla Cultura
La storia non è soltanto quella scritta nei manuali scolastici e nelle enciclopedie. La storia è anche fatta di testimonianze, testimonianze di guerra in questo caso, che la professoressa Nanda Anibaldi ha raccolto ascoltando la voce degli ultraottantenni di Monte Urano. I ricordi, a volte drammatici, altre volte affettuosi, sono stati riportarti in questo prezioso volumetto di quaranta pagine. Le storie sono state pensate per essere “teatralizzate” non per essere lette nell’intimità pertanto la sintesi e una certa vivacità linguistica sono i pregi più evidenti di questo lavoro di “ricostruzione della memoria”. Riflettere sulla storia dal “di dentro” della storia insomma, con una infinita serie di episodi che rimangono impressi nella mente anche dopo aver chiuso il libro, come quell’ adolescente “fucilato per un grappolo d’uva” o le ragazzate di Frafarellu che, quando passavano i camion di tedeschi pieni di viveri, rubava loro i sacchi di grano per nasconderli nelle scarpate del paese. Non mancano riferimenti alla condizione femminile. Se gli uomini hanno conosciuto la prima linea, il fronte di guerra, la prigionia e l’ausiliarietà, alle donne di Monte Urano restava la sofferenza per un conflitto assurdo che spesso le privava degli affetti più cari. La perdita del ruolo di madre o di moglie, della propria “identità” sociale, è un’altra delle chiavi di lettura di questo volume che non scade mai nel banale e che si lascia leggere con grande interesse.






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