Già nel 1980 la Regione Marche approvò, una delle prime in Italia, il primo “Piano Socio-Sanitario triennale” e già da allora si parlava di razionalizzare la sanità avendo tre obiettivi principali.: privilegiare il momento preventivo, ridimensionare il momento curativo soprattutto per quanto attiene il comparto ospedaliero per garantirgli livelli di maggiore efficienza e infine sviluppare il momento riabilitativo.
Malgrado fossero stabiliti tempi e modi per ridurre e trasformare in pochi anni gli allora sei plessi ospedalieri presenti nel Fermano (Fermo, Montegiorgio, Porto San Giorgio, Sant’Elpidio a Mare, Montegranaro, Petritoli e Falerone) ci sono voluti oltre venticinque anni per arrivare non certo ad una situazione ottimale, ma almeno verso un ridimensionamento dei plessi ospedalieri che in realtà tali non erano.
L'organizzazione attuale (esclusa la struttura di Falerone, definitivamente chiusa negli anni '80), insieme ai servizi distrettuali, dovrebbe migliorare le funzioni organizzative della sanità dell’intera Zona Territoriale 11, sviluppare un nuovo modello di management che passi anche attraverso lo studio di fattibilità e la conseguente realizzazione di un nuovo Ospedale Unico di Rete di cui ultimamente si parla. (Luciano Bonfigli)
Sant’Elpidio a Mare / L’unica struttura insieme al Murri
L'ALTRO OSPEDALE
Non sono pochi i servizi che offre l’ospedale di Sant’Elpidio a Mare e non sono pochi gli utenti che qui si rivolgono. Sicuramente ridimensionato rispetto ad anni fa, come ridimensionati o riconvertiti sono stati altri ospedali, non ha però subito drastici tagli come è successo altrove: Montegiorgio o Montegranaro, tanto per citare due esempi. A Sant’Elpidio a Mare c’è infatti il reparto di Medicina Generale, il day surgery, con interventi di chirurgia ed ortopedia (sono previsti anche gli interventi di oculistica ma i casi si contano sulle dita di una mano). L’ospedale è dotato inoltre di laboratorio analisi, di radiologia, dell’ambulatorio cardiologia, dell’ambulatorio di otorinolaringoiatria, di ambulatorio medicina generale, dell’ambulatorio di geriatria.
Non manca neppure il pronto soccorso (o meglio, punto di primo intervento) che accoglie ancora le richieste di soccorso anche se, come noto, i casi principali, specie se d’urgenza, sono dirottati tutti verso il capoluogo.
E, ancora, a Sant’Elpidio a Mare, c’è in funzione il poliambulatorio. Presso quest’ultimo si trova l’ambulatorio di oculistica, l’ambulatorio otorinolaringoiatria (un bis se si considera quello dell’ospedale ma con i dovuti distinguo: in ospedale si effettuano esami e diagnostica, al poliambulatorio ci si rivolge per fare solo visite generali). Ancora, fisiatria e fisioterapia, l’ambulatorio ostetricia e ginecologia, quello di dermatologia e di ortopedia.
La questione liste d’attesa meriterebbe un capitolo a parte. Tempi minori sicuramente rispetto all’ospedale di Fermo. Questi i servizi. Per quanto riguarda la fiducia accordata dagli utenti, anche l’ospedale di Sant’Elpidio a Mare soffre il generale calo di fiducia.I dati del passato relativi alla mobilità passiva che parlavano di un paziente su due che si spostava altrove sono un monito che nessuno può dimenticare, e che si respira nei confronti della sanità del Fermano. (Isabella Cardinali)
Montegranaro / I nuovi servizi ospedalieri
RICONVERSIONE INTELLIGENTE
A Montegranaro la locale popolazione è sempre stata molto sensibile ed attenta ai problemi sociali e sanitari, tanto è vero che, già dal 1411 è documentata l’origine dell’Ospedale di Santa Maria della Misericordia, grazie ai lasciti di un benestante dell’epoca, tal Coluccio Caringhi, presso l’edificio posto accanto la Chiesa dei SS.Filippo e Giacomo, con 4 stanze ed 8 posti letto (4 per gli uomini e 4 per le donne). Successivamente, crescendo il numero degli abitanti e diventando insufficiente tale struttura, s’individuò una nuova sede nel Convento dei Padri Agostiniani, posto nel cuore del centro storico cittadino, in una struttura molto grande con ben 4 piani per complessivi mq. 1800. La nuova struttura intitolata a Vittorio Emanuele Principe Ereditario, una delle più grandi della zona per quell’epoca, venne inaugurata l’ 1 giugno del 1882 e rimase aperta fino a metà degli anni ’70, allorquando, venne inaugurato il 14 settembre del 1974, un nuovo grande Ospedale, situato in periferia nel Quartiere di Santa Maria. La nuovissima struttura si rese necessaria in quanto il “vecchio” Ospedale non poteva più soddisfare le esigenze di una popolazione che in poco meno di un secolo si era triplicata, cosicché, grazie ai tanti lasciti avvenuti nel corso dei decenni e agli investimenti dell’Amministrazione dell’epoca, di concerto con il Comitato cittadino per l’Ospedale, si realizzò un’opera, che nelle intenzioni dei promotori doveva essere il naturale supporto all’Ospedale di Fermo, che già 30 anni fa cominciava ad essere insufficiente per le esigenze del territorio. Dopo un breve primo periodo di pieno funzionamento con ottimi primari, che caratterizzarono molto positivamente la loro azione, tanto che erano molto numerosi i pazienti provenienti anche da Comuni della confinante Provincia di Macerata, con una mobilità attiva da altre USL, già a metà degli anni ’80 iniziarono i primi segnali di smobilitazione, fino agli anni ’90, caratterizzati da forti battaglie a difesa della struttura cittadina, vittima di logiche incomprensibili e fortemente penalizzanti. Nonostante anni di tira e molla, con campanilismi sicuramente sterili ed infruttuosi, la struttura veregrense è stata gradualmente chiusa, con molti disagi facilmente comprensibili. Con il nuovo piano sanitario, che vede concentrarsi a Fermo le specializzazioni e a Sant’Elpidio a Mare alcuni reparti di supporto, l’Ospedale di Montegranaro è destinato alla riconversione. Dopo l’apertura del Centro Diurno per i malati di Alzhaimer, che sta riscontrando unanimi pareri positivi, è in via d’ultimazione il reparto “Hospice” per i malati terminali che entro l’anno entrerà in funzione, mentre per il 2007 è prevista l’apertura della RSA con 40 – 50 posti letto. Unitamente a questi reparti, l’ospedale montegranarese ospiterà la sede della Croce Gialla cittadina e la postazione della Potes, oltre a diventare sede dei corsi di Podologia, con prospettive di realizzare un vero o proprio centro d’eccellenza in tal settore.
A tal proposito è da ricordare come lo studio degli arti inferiori e la creazione di calzature sempre più confortevoli, sia stato recentemente oggetto di un importante progetto che il CNR ha fatto proprio e che il MIUR ha finanziato, che vede la compartecipazione d’importanti aziende del territorio fermano - civitanovese, che sono disposte a fare concreti investimenti nella ricerca podologica. (Endrio Ubaldi)
Montegiorgio / In prospettiva la RSA e locali per i medici di base
UN RIFERIMENTO PER LA MEDIA VALTENNA
Qual è la situazione a Montegiorgio? Quali le strutture operative, i servizi e le prospettive future per questo presidio ospedaliero? Il dottor Sergio Corsi fa il quadro della situazione: “Attualmente disponiamo di un reparto di Medicina con circa 20 posti letto disponibili, di un punto di primo intervento aperto 12 ore al giorno, dalle 8 alle 20, di una postazione Potes (postazione di emergenza territoriale) collegata al 118 per le emergenze. Molteplici sono i servizi: CUP per le prenotazioni, punto prelievo e laboratorio analisi, servizio di radiologia per ecografie e radiografie, tutte le specialità ambulatoriali. Il servizio di odontoiatria è l’unico completo in tutta la zona in quanto abbiamo l’odontoiatria conservativa (curare una carie, estrarre un dente…), ortodonsia (apparecchi per i bambini), protesica (dentiere per gli anziani). Nella struttura montegiorgese disponiamo inoltre di neurologia, psichiatria e psicologica, urologia, ortopedia, otorino, oculistica, ostetricia e ginecologia, ecocardiografia, dermatologia; di tutte le attività distrettuali, quali il settore di assistenza domiciliare; di tutta l’attività amministrativa del distretto come ad esempio le autorizzazioni protesi e ausili (pannoloni, carrozzine…); del servizio di igiene e sanità pubblica per ciò che concerne le vaccinazioni, del servizio di medicina legale (rilascio certificazioni per patenti, tessere sanitarie…). Abbiamo anche le sedi Avis e Fratres: a Montegiorgio è dunque possibile effettuare la donazione di sangue e riceviamo le adesioni per chi intende donare gli organi. C’è anche un servizio di riabilitazione e rieducazione funzionale (fisioterapia)”.
Quali sono le prospettive future? “Sono stati realizzati i locali per un progetto sperimentale relativo all’inserimento di tutti i medici di Medicina generale all’interno dell’ospedale; quindi a breve tutti i medici di famiglia di Montegiorgio verranno a svolgere l’ambulatorio in questi locali già predisposti nella struttura ospedaliera. Sarà così più facile per i pazienti passare dalla prescrizione del medico al servizio prenotazioni e addirittura ricevere la prestazione in giornata senza spostarsi dall’ospedale. Un altro servizio di cui il nosocomio dovrebbe disporre tra non molto è quello della RSA, Residenza Sanitaria Assistita per i pazienti anziani non gestibili a domicilio: cercheremo di inserire circa 15/20 posti di RSA in tempi non eccessivamente lunghi. I locali sono già a disposizione, stiamo aspettando di avere l’ok per quanto riguarda i requisiti necessari ad ospitare tale struttura”.
Restando sul terreno delle prospettive abbiamo chiesto un parere più “politico” al sindaco di Montegiorgio Luciano Achilli: “Abbiamo insistito con forza perché questi 20 posti di Medicina restino qui a Montegiorgio, come del resto stabilito nel piano sanitario di zona approvato nel 2003, per conferire maggiore funzionalità all’ospedale di riferimento, ossia Fermo, in costante difetto di posti letto. Non dobbiamo dimenticare inoltre che Montegiorgio è un punto di riferimento per almeno 10/12 comuni del Fermano, con un bacino d’utenza di oltre 30.000 cittadini. Venerdì 5 maggio avremo un incontro del Comitato dei sindaci per la Provincia del Fermano riguardante la sanità e sarà presente l’assessore regionale alla sanità. In quella sede ribadiremo questo concetto puntando il dito sul fatto che decentrare servizi sul territorio aiuta l’ospedale centrale a ridurre il carico di lavoro e di attesa per i pazienti. Dobbiamo oltretutto iniziare a pensare diversamente la sanità della provincia di Fermo, un territorio formato da 40 comuni e non dagli attuali 32 dell’ambito sanitario. E’ necessario integrare gli altri comuni mancanti tra i quali spicca Amandola, sede di un presidio ospedaliero”. (Alessandro Sabbatini)
Porto San Giorgio / La trasformazione dell’ospedale
FUTURO DA PROGETTARE
Non ci sono ombre nel destino del nosocomio di Porto San Giorgio, in attesa di completare un percorso già avviato, che ha visto la trasformazione dell’ospedale in RSR, Residenza Sanitaria Riabilitativa, con accredito della Regione Marche.
È la realizzazione della cosiddetta sanità a rete. Questa la parola d’ordine che ha segnato il destino degli ospedali compresi nella USL 11, tra cui Porto San Giorgio: intorno a Fermo, polo centrale del progetto, i presidi territoriali e la loro settorializzazione. Individuata quindi la funzione dell’ospedale sangiorgese, nella profilassi riabilitativa, ad ottobre sono stati inaugurati 12 posti letto H24, degenza 24 ore su 24, ma l’obiettivo è quello dei 24 posti letto, con tutte le attività riabilitative connesse, che si concentreranno nella piscina terapeutica e sale massaggio. Un polo di qualità, specializzato nella riabilitazione e nel recupero successivo al trauma, come ictus, incidente stradale.
“La riconversione – come ci ha chiarito il Sindaco Claudio Brignocchi – si deve giovare di una ristrutturazione dell’immobile, per cui sono disponibili Fondi nazionali e della stessa USL. Siamo in attesa che venga definito il progetto esecutivo, ma la prospettiva è chiara da tempo. Si recupererà il vecchio reparto di Medicina e si completerà la struttura attualmente rimasta a cielo aperto. Abbiamo registrato grande soddisfazione nella nostra cittadinanza per questo tipo di attività. Debbo sottolineare che siamo stati gli unici, insieme a Montegiorgio, a credere a questo processo di riconversione che ha dato un senso al nostro presidio”. (Romina Coccia)
Petritoli / Da ospedale a poliambulatorio
AL SERVIZIO DEGLI ANZIANI
La struttura ospedaliera di Petritoli è stata la prima, alla fine degli anni ’80 dopo l’approvazione del 1° Piano Sanitario Regionale, ad essere trasformata in poliambulatorio, cioè una struttura pubblica dove si erogano da parte di personale medico e infermieristico le prestazioni specialistiche, strumentali e di laboratorio che completano l’arco delle prestazioni destinate alla tutela della salute di natura preventiva, curativa e riabilitativa.
Così a Petritoli, oltre agli ambulatori delle più importanti specializzazioni e cioè cardiologia, dermatologia, endocrinologia, fisiatria, oculistica, medicina sportiva urologia, otorinolaringoiatria e psichiatria, sono anche presenti il servizio di Radiologia, un punto prelievo per le analisi clinico-chimiche, il servizio veterinario, la guardia medica, la medicina legale e i recapiti degli uffici distrettuali del distretto sud a cui la Val d’Aso fa capo.
Al terzo piano dell’ex ospedale è anche allocata la struttura riabilitativa diurna “Airone” per soggetti portatori di handicap.
Di grande importanza è invece la Residenza Sanitaria Assistita (RSA), funzionante nei pressi dell’ex ospedale su una struttura di proprietà comunale, per l’assistenza degli anziani. Per ora sono agibili da tempo circa venti posti per anziani non autosufficienti, non assistibili a domicilio e richiedenti assistenza medica e infermieristica.
Una situazione veramente singolare è quella di una ulteriore Residenza Sanitaria Assistita ricavata all’interno della parte vecchia dell’ex ospedale, da anni pronta, ma mai aperta per questioni burocratiche e relativo contenzioso nato fra Amministrazione Comunale e Asur.
La struttura praticamente completa potrebbe ospitare ulteriori 25 utenti. In una area in cui la situazione per l’assistenza agli anziani è particolarmente pesante, risulta grave che gli organi preposti non riescano a risolvere un problema come questo, che richiederebbe solo un po’ di buona volontà. (Luciano Bonfigli)






/