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  Mercoledì, 31 Maggio 2006

La pesca fra tradizione e tecnologia

- Pesca / Investimenti per un settore che non deve cedere
a cura di Romina Coccia e Simone Accattoli



PORTO SAN GIORGIO
Per la sua naturale collocazione, Porto San Giorgio ha da sempre una forte vocazione marinara. Il settore ittico, per il numero di mezzi e uomini utilizzati, rappresenta ancora oggi una risorsa economica rilevante per la città
All’interno di questo importante comparto economico operano tre generi di macro-attività: i vongolari, lo strascico e la piccola pesca. I vongolari attraversano da qualche anno un periodo di crisi, le cui cause sono tuttavia poco note. Tra gli addetti si parla soprattutto di cause endogene, morie di specie ittiche, scarso ripopolamento del mare. Oggi sono attive 40 vongolare.
La pesca a strascico interessa i motopescherecci, che esercitano la pesca in modo professionale, si potrebbe dire quasi industriale, quantomeno per i quantitativi di pescato importante che producono. Sono vere e proprie imprese di pesca, a conduzione familiare. La mancanza del ricambio generazionale e gli incentivi dati dallo Stato per la dismissione delle licenze di pesca, sono i motivi per cui oggi il numero dei motopescherecci non supera la quindicina. La piccola pesca rappresenta infine la realtà più antica che abbiamo e quella più compatibile con il territorio, individuabile nei molti pescatori che affollano la riva del mare al mattino presto.
Al Direttore del Mercato Ittico di Porto San Giorgio, Luigi Ferracuti, abbiamo chiesto di cosa ha bisogno oggi la pesca nella cittadina rivierasca perché siano mantenute queste operatività locali: “Non solo la pesca a Porto San Giorgio, ma la pesca in generale - sottolinea - ha bisogno che vengano tutelate in primis le risorse marine, attraverso politiche che i pescatori stessi devono autogestire. Mettere atto quindi a delle strategie di operatività che garantiscano la sopravvivenza delle specie ittiche e quindi la salvaguardia del lavoro dei pescatori”.

CIVITANOVA MARCHE
Dalla vendita a voce all’asta telematica di tempo ne è passato, il Mercato Ittico Civitanovese si è evoluto e adeguato ai cambiamenti economici e tecnologici. Dal 1998 il MIC è una società consortile a responsabilità limitata (52% Comune di Civitanova, 24% Associazione Civitanovese Produttori Ittici, 24% Organizzazione Produttori Pesca Civitanova), ma è soprattutto un’importante realtà commerciale, come confermano i risultati del primo trimestre 2006. Continuo è inoltre il processo di modernizzazione, che ha spesso visto il MIC all’avanguardia: sorto negli anni ’30, questo mercato è stato tra i primi in Italia ad adottare l’asta elettro-meccanica negli anni ’60 e ad intraprendere opere di informatizzazione (’80-’90). In questo senso, l’ultima frontiera è l’asta telematica. Grazie al progetto Fishtel, infatti, è ora sufficiente una connessione a Internet per avere il mercato ittico in casa, anche se il sole e quell’aria carica di sale e gonfia di odori rimarranno al molo sud.






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