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  Mercoledì, 05 Aprile 2006

Esempi d’arte

- Tre realtà ricordano tre artisti
a cura di Alessandro Sabbatini



Quanto si investe in arte nel nostro territorio? Quali sono le difficoltà che si incontrano? Abbiamo cercato delle risposte seguendo una duplice traccia: siamo entrati in contatto con le realtà di piccoli paesi nei quali sono nati dei grandi artisti cercando di capire come le rispettive amministrazioni comunali stanno valorizzando la figura di questi loro figli così illustri e abbiamo ascoltato le dichiarazioni del proprietario di un’importante galleria d’arte privata.

MONTE VIDON CORRADO – OBIETTIVO OSVALDO LICINI
Monte Vidon Corrado ha dato i natali ad uno dei maggiori esponenti dell’arte italiana del ‘900. Parliamo di Osvaldo Licini, vincitore tra l’altro della Biennale di Venezia nel 1958, il quale è rimasto sempre legato al suo paese, svolgendo anche le funzioni di sindaco per alcuni anni. E proprio a Monte Vidon Corrado è nato alcuni anni fa un Centro Studi che porta il suo nome con l’intento di analizzarne e di valorizzarne la grande figura di artista. Convegni, mostre, incontri hanno caratterizzato nel tempo l’attività del Centro Studi Osvaldo Licini; la situazione ad oggi è però cambiata. Ce ne parla l’attuale sindaco di Monte Vidon Corrado, Andrea Scorolli: “Il comitato che formava il Centro Studi Osvaldo Licini è stato sciolto e viviamo una fase interlocutoria di ricostituzione. Attualmente è la Giunta comunale a tirare le fila del discorso cercando nuove strade per valorizzare la figura di Licini e la sua arte”.
Perché questa situazione? “La mia opinione è che il Centro Studi finora non ha funzionato a dovere. Senza dubbio ha portato avanti molteplici attività nel corso degli anni ma non è riuscito a coinvolgere la comunità montevidonese. E’ mancato dunque il ritorno sia in termini economici che in termini di visibilità e di conoscenza per il nostro territorio e per l’opera artistica di questo grande pittore: incontri e convegni per pochi intimi “addetti ai lavori”, pubblicità per i soli critici che apponevano la firma sulla prima pagina di libri editi dal Centro Studi: questi sono stati i risultati dell’attività pregressa. E’ mancata una politica di sensibilizzazione degli abitanti di Monte Vidon Corrado e del Fermano in generale. Sono state spese ingenti risorse economiche ma Licini è ancora purtroppo considerato un pittore di nicchia, misconosciuto ai profani dell’arte”.
Quali sono i programmi futuri?
“Abbiamo recentemente acquistato la casa natale del pittore, attigua all’attuale sede del Centro Studi nella quale sono esposti circa 70 disegni di Licini. L’intenzione è di creare una struttura unica con una casa museo ed un centro operativo aperto a mostre, convegni e quant’altro. Il problema è la quasi assoluta mancanza di risorse economiche che il Comune può destinare all’arte e alla cultura in generale. Dobbiamo spendere poco e per iniziative mirate, in grado di recuperare l’interesse dei nostri cittadini e di quanti vogliono avvicinarsi al Maestro Licini. Ad esempio già da tempo apriamo le nostre strutture ai ragazzi degli istituti artistici del territorio che, guidati dai loro professori, si immergono nei luoghi e nelle atmosfere liciniane e qui disegnano, dipingono… Inoltre stiamo vagliando un paio di iniziative di rilievo, una delle quali ci vede coinvolti con il Governo svedese. Altre idee in onore di Licini sono la realizzazione di un monumento funebre più appropriato rispetto all’attuale localizzazione nel cimitero cittadino e l’intitolazione della nuova porta d’accesso al centro storico alla moglie di Licini. Tutto ciò per far si che anche la vita quotidiana dei nostri cittadini ruoti attorno alla figura del grande artista”.
MONTEFIORE DELL’ASO – ADOLFO DE CAROLIS E NON SOLO…
Lasciamo Monte Vidon Corrado ed Osvaldo Licini e ci trasferiamo a Montefiore dell’Aso, altro piccolo paese che ha dato i natali ad un protagonista dell’arte italiana del Novecento: Adolfo De Carolis, pittore, artista, fotografo, illustratore, xilografo, letterato di altissimo livello. Cosa conserva il “borgo natio” dell'illustre concittadino? “Negli ultimi anni l’Amministrazione Comunale ha lavorato molto per valorizzare al meglio la figura di De Carolis – ci spiega l’Assessore alla Cultura Giamaica Brilli - Il lungo percorso ha inizio nel 1960 e prosegue nel 1974 con le donazioni di opere da parte dei figli del Maestro e di Francesco Egidi al Comune. Questa importante collezione, nella quale spiccano i bozzetti del Palazzo del Podestà di Bologna, è conservata nella Sala De Carolis riaperta nel 2002 dopo un lavoro di riallestimento delle opere e di messa a norma con l’abbattimento delle barriere architettoniche. A De Carolis vengono ciclicamente dedicati convegni di rilevanza nazionale, studi, libri, esposizioni tra cui la più recente dello scorso dicembre intitolata “ Adolfo De Carolis e la Civiltà Marinara”. Stiamo inoltre lavorando sull’opportunità di acquisire opere e materiali usati dall’artista tramite i buoni rapporti che il Comune mantiene con gli eredi. L’ultimo acquisto risale al 2005 (lo studiolo dell’artista, ndr), ma abbiamo già altri progetti per quest'anno”.
Un paese in fermento, dunque…
“Si, nonostante le risorse siano poche, in special modo per la cultura, facciamo davvero il possibile. A giugno inaugureremo il Polo Museale di San Francesco dove troveranno sistemazione i nostri beni culturali tra i quali spicca il celebre Polittico del Crivelli. Rientrerà nel plesso la Sala Adolfo De Carolis e saranno inserite inoltre una sala dedicata all’arte contemporanea, la Sala “Pino Mori” intitolata a questo importante artista che ha donato delle opere a Montefiore e un centro di documentazione dedicato ad un altro figlio illustre di questa terra, ossia lo scenografo Giancarlo Basili che ci ha donato materiali riguardanti sue scenografie relative a film di successo come “Nirvana” e “La stanza del figlio”. Questa è la nuova scommessa del Comune di Montefiore: dopo aver lavorato per più di cinque anni sulla valorizzazione dell’opera di De Carolis ora puntiamo anche sul cinema di Giancarlo Basili: oltre al centro di documentazione verrà a breve realizzata una piccola sala proiezioni”.
In attesa del Polo Museale, Montefiore dispone già di spazi espositivi quali la già citata Sala De Carolis, la Sala Domenico Cantatore, attualmente chiusa e la nuova Sala espositiva San Francesco, inaugurata nel 2002. Un grande sforzo per un piccolo centro che, con la prossima apertura del Polo museale, non lascia ma raddoppia…

GALLERIA IMPERATORI PORTO SAN GIORGIO – TUTELARE I “TEMPLI DELL’ARTE”
La Galleria d’Arte “Imperatori” di Via Mazzini a Porto San Giorgio è uno spazio privato gestito da Fabio Imperatori, al quale chiediamo innanzitutto il perché di una galleria d’arte privata a Porto San Giorgio. “Si è trattato di una vera e propria scommessa vinta da mio padre, Mariano Imperatori, che è stato un valente artista. Egli, subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, ha aperto questo spazio in un borgo prettamente marinaro, allora ai confini dell’universo dell’arte. Lentamente, nel corso degli anni, si è creato un vero e proprio salotto d’arte che ha come nome Galleria Imperatori e che è stato tramandato da mio padre a me. Una tradizione quindi che va avanti da oltre cinquant’anni”.
Quali problemi incontra un privato nel proporre un discorso di arte e di cultura nel nostro territorio?
“La vera realtà dei fatti è che manca una sinergia con le amministrazioni comunali le quali dovrebbero essere più vicine a questi templi dell’arte. Negli anni abbiamo portato artisti come Guttuso, Brindisi, Schifano…In questi giorni stiamo realizzando una mostra dedicata a Giorgio De Chirico: avere alcune opere di questo sommo Maestro a Porto San Giorgio, poter visionare disegni ed entrare in stretto contatto con i suoi oli, è una cosa eccezionale e comporta per noi uno sforzo economico notevole che ci vede completamente soli. Ecco, ciò che manca è un appoggio, quantomeno morale, da parte delle istituzioni che invece latitano completamente. Il rischio è che spazi come il nostro, non riescono ad andare avanti, chiudono e con loro muore una luce dedicata all’arte che invece deve essere salvaguardata. Nella nostra zona le istituzioni ancora stentano a capire che attraverso le sale di questa e di altre gallerie del territorio sono passati artisti che hanno fatto la storia dell’arte contemporanea”.
Per quanto riguarda la gente comune, come risponde ai vostri input? “C’è una grande voglia di avere un approccio con l’arte. Sicuramente hanno influito i programmi televisivi in cui si presentano e si vendono opere, fatto sta che oggi notiamo un rinnovato interesse generale. Aumentano i frequentatori delle gallerie e tra loro molti sono i giovani di 25, 30 anni che si appassionano all’arte, che visitano musei e gallerie in giro per il mondo, che diventano collezionisti. Noi viviamo in relazione a questo grande, splendido fermento, ciò ci dà la linfa per andare avanti, nonostante il silenzio di chi comanda…”






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