Quello che segue è uno degli ultimi post scritti da Matteo Dell'Aira, uno dei tre operatori di Emergency arrestati. Sono parole che trasudano una realtà frantumata dalla propaganda. Una propaganda che non lascia sul terreno soltanto vittime innocenti, ma la nostra stessa dignità. Mentre web, carta stampata e televisioni rastrellano bieche dichiarazioni di ministri, sottosegretari e capigruppo senza presente.
Dentro Emergency, dietro Emergency, c’è il sacrificio di migliaia di volontari. Mescolato ad una passione totalmente estranea ai profanatori di popoli martoriati.
All’emergere, incessante, di scandali sulla gestione dei conflitti più recenti, c’è chi - pur rappresentando le Istituzioni - continua a plasmare una verità schizofrenica. Scegliendo un bersaglio, il solo bersaglio, capace di mostrare il volto di un pianeta globalizzato più nell’attitudine al genocidio che ad una vera amalgama culturale.
Da giornalista, e da cittadino, oggi ho davanti a me un’unica alternativa: scegliere da che parte stare. E dopo anni di sostegno alla laboriosa carovana a forma di E, la mia decisione ha i tratti di una disarmante spontaneità. (Andrea Braconi)
Afganistan: 31 marzo
Alle 11.00 di questa mattina, abbiamo iniziato a ricevere i feriti di un’esplosione avvenuta nel villaggio di Babaji, a mezz’ora di macchina da Lashkar-gah.
Era giorno di Mellà, il mercato tradizionale che si sposta ogni giorno in un villaggio diverso.
La gente lavora sodo tutta la settimana per portare i propri prodotti da vendere al mercato. Si trova veramente di tutto, dall’artigianato, agli animali, ai vestiti, agli alimentari.
Improvvisamente, in mezzo alla folla, c’è stata una violentissima esplosione e poi urla, grida e sangue dappertutto.
La prima ambulanza ha portato all’ospedale di Emergency 6 bambini, feriti e terrorizzati. Gambe, braccia, mani, visi pieni di sangue e bende. Non uno che piangesse.
Abbiamo perso il conto delle ambulanze che sono entrate dal nostro cancello.
L’ultima ha trasportato Noor Ali, sette anni, due ferite sulla natica e sulla coscia destra.
Era alla fiera anche lui con suo padre, per comprare delle pecore.
All’improvviso c’è stata l’esplosione: tra la gente che scappava urlando, ha visto l’asino con cui erano arrivati a terra, morto.
Noor Ali era inconsolabile, ma non per il dolore delle ferite: nell’esplosione avevano perso il bene più importante per il sostentamento della sua famiglia.
In tutta la giornata, abbiamo ricevuto 29 pazienti: 20 sono stati operati, 9 sono stati medicati e torneranno fra due giorni per la visita di controllo.
Matteo, Lashkar-gah






/