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  Martedì, 30 Marzo 2010

Un modus operandi patologico

- Di Ruscio interviene sulle ultime scelte in materia sanitaria da parte della Regione
di Saturnino Di Ruscio (Sindaco di Fermo)



Nell’ultimo mese sono state fatte scelte importanti per quel che riguarda l’attività socio-sanitaria nel nostro territorio. L’Asur ha recentemente dato il via libera a due progetti che interessano il Comune di Campofilone: un centro socio-educativo e di riabilitazione per i disabili minori e una struttura per la residenza sanitaria assistenziale con particolare attenzione agli stati comatosi persistenti con una dotazione di 100 posti letto complessivi ( 80 Rsa anziani e 20 per i comi permanenti) denominata Istituto di Riabilitazione S.Stefano.
In linea generale non siamo certo contrari e questi nuovi interventi, quello che ci lascia perplessi è il mancato coinvolgimento della Conferenza dei Sindaci con la quale invece andrebbe concertata tutta la programmazione zonale in materia socio-sanitaria. L’Asur regionale ha invece ignorato questo organo rappresentativo dei comuni, senza rispettare la stessa legge regionale che invece ne individua un ben preciso ruolo consultivo.
Se questo è il modo di operare della Regione Marche, che si muove senza rispettare le proprie leggi, tanto vale cancellare completamente questi organi che di fatto diventano inutili poichè messi continuamente all’angolo dai vertici regionali che preferiscono agire da soli per fini diversi rispetto all’organizzazione ottimale dei servizi socio-sanitari del territorio.
Per quel che riguarda la Zona Territoriale 11, stiamo aspettando ancora i posti di RSA così come previsti dal Piano di Riordino del 2003, dal Piano Socio Sanitario 2007/2009 e dal Piano di Zona. L’elenco delle promesse da mantenere, oltre alla Rsa, è ancora lungo: lungo degenza, la riabilitazione, la nuova Potes di Montegranaro e il completamento, da infermieristica a medicalizzata, di quella di Petritoli e tanto altro ancora. E’ mio dovere, come Presidente della Conferenza dei Sindaci, far valere il parere di quest’ultima e far si che le promesse fatte vengano effettivamente mantenute.
In riferimento a questo non si può non parlare del nuovo ospedale di rete. Nella delibera regionale n°270 del 9 febbraio 2010 è la stessa Regione ad ammettere che, in riferimento alla Zona Territoriale 11: “…la mobilità passiva... rappresenta un rilievo sicuramente patologico e non è paragonabile a quella di nessun altro contesto regionale”
Quello che ci risulta ancora più patologico è il ‘modus operandi’ della Regione Marche che riesce a promuovere e vendere un prodotto che non c’è.






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