La banda larga consente la trasmissione di dati via Internet ad alta velocità ed è diffusa soprattutto attraverso il servizio ADSL, che però non copre interamente il nostro territorio. È questo, ad esempio, il caso di alcune aree montuose, difficilmente raggiungibili dalle linee DSL. Agli abitanti di queste zone dovrebbe venire in soccorso il decreto legge che liberalizza l’uso del Wi-Fi. Questa tecnologia fa “viaggiare” i dati via etere, permettendo elevate prestazioni senza bisogno del cavo. Tolte limitazioni di carattere territoriale, spetterebbe ai provider occuparsi dell’effettiva fornitura del servizio. Intanto, merita menzione l’iniziativa promossa dalla Provincia di Macerata, che mira a realizzare una rete a ponti radio d’interconnessione tra Comuni e Comunità montane.
Ci sono poi piccoli centri, facenti comunque parte di zone dall’affermata tradizione imprenditoriale, come il Distretto del Cappello, ancora non raggiunto dalla banda larga. Infatti, la copertura arriva fino a Monte Vidon Corrado (territorio parzialmente fornito), lasciando sprovvisti i comuni di Massa Fermana e Montappone. Per far fronte a ciò la Provincia di Ascoli Piceno ha indetto un bando per le aziende delle aree ancora “scoperte”. In base alla graduatoria, un centinaio di queste dovrebbero poter usufruire della banda larga via satellite. Il canone per tale servizio è però piuttosto oneroso, tanto che molte delle imprese faranno con ogni probabilità decadere la domanda, richiedendo le maggiori prestazioni (a costi inferiori) dell’HDSL.
Strano a dirsi, ma anche lungo la costa non mancano i problemi: il quartiere Fontespina di Civitanova è sprovvisto del servizio ADSL, probabilmente per il suo carattere soprattutto residenziale, che renderebbe antieconomico l’investimento per il suo cablaggio. È utile, infine, ricordare che il quotidiano La Repubblica ha attivato un indirizzo e-mail (iniziative@repubblica.it), al quale segnalare anche situazioni di disagio legate all’argomento.






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