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  Giovedì, 09 Febbraio 2006

Vita al tempo di internet

- Impossibile ormai fare senza
Carmela Marani



Quello che prima si evocava con un esoterico “Abracadabra”, oggi si può realizzare con “Internet”. Un clic con il mouse ed il mondo è tuo. Sembra incredibile ma è (quasi) proprio così. Non sono tantissimi ancora quelli che usano l’universo di Internet per le più disparate esigenze, ma il popolo degli internauti cresce e si moltiplica a vista d’occhio. Così come le possibilità offerte dalla rete.
Vantaggi? Indubbiamente tanti in termini economici, di tempo, di comodità, di velocità, e tanto altro ancora.
Svantaggi? Forse anche di più, sotto il profilo dei rapporti umani pressoché inesistenti, dei piccoli/grandi piaceri di sfogliare un libro, toccare la morbidezza di un golfino e misurarselo, di uscire di casa godersi il tepore della primavera ma anche un bel freddo pungente. Sensazioni che ti rendono vivo e che potrebbero anche scomparire a favore delle autostrade telematiche.

GIORNATA-TIPO DI UN INTERNAUTA GLOBALE
Al mattino mentre sorseggio il caffè (con internet ancora non si prepara ma… non si sa mai) vorrei leggere il giornale. Uscire? Perché mai? Magari piove o fa caldo o fa freddo o piuttosto è solo la pigrizia. Accendo subito il computer e, via internet, mi leggo le ultime notizie. E non in uno, ma in cento giornali. Per di più aggiornati, non alla sera prima quando vanno in stampa gli “obsoleti” cartacei, ma al secondo in cui leggiamo la notizia sul nostro luminoso schermo.
Vado al lavoro? Ma c’è il telelavoro e allora resto inchiodato alla mia poltroncina davanti al pc.
E’ quasi ora di pranzo. La spesa? Niente paura. Con un clic visualizzo il supermercato in rete e scelgo i prodotti che mi servono, pago con la carta di credito e indico pure l’orario per portarmi la spesa a casa.
Fantascienza? Nelle grandi città molti ne fanno già un uso corrente.
Anche per cucinare l’idea la trovo su internet dove ci sono milioni di ricette di ogni tipo, per ogni esigenza alimentare, dietetica, religiosa, etnica.
Nel pomeriggio mi piacerebbe fare shopping. Esco e vado a fare un giro? Perché mai? Nella rete ci sono migliaia di negozi che offrono una scelta vastissima, come non la si potrebbe trovare in cento mega centri commerciali. E per di più i negozi virtuali su internet sono sempre aperti. Vuoi mettere potersi comperare un paio di calze alle tre di notte?
Ma andiamo avanti. La serata sta per concludersi. Mi andrebbe di andare a teatro e devo comperare i biglietti. Al botteghino? Ma no! Su internet naturalmente!
E per programmare un bel viaggio? Vado in agenzia? Nemmeno per sogno. Le compagnie aeree hanno siti internet dove si può scegliere il volo per qualsiasi destinazione e spessissimo a costi molto più bassi. Così per gli alberghi, nella rete se ne trovano di ogni genere in ogni città del mondo. E anche qui, prezzi assolutamente concorrenziali. Per non parlare delle offerte “last minute”!
Ma l’internauta integrale si spinge ancora oltre. Non ama viaggiare ma vuole “vedere” i più bei capolavori del mondo? Un clic e si entra, seduti comodamente a casa vostra, al Louvre di Parigi piuttosto che al British Museum di Londra o in una miriade di altri musei.

SEMPLIFICAZIONE O GABBIA?
Gli utilizzi di Internet sono oggi davvero pressoché illimitati. Si sta assistendo ad una progressiva presa di coscienza delle incredibili potenzialità che le “autostrade dell’informazione” offrono agli utenti.
“Se c'è una cosa che mi aspetto dalla tecnologia è la semplificazione della mia vita - ci hanno detto molti internauti convinti - E’ l’ineludibile evoluzione che c’è stata in ogni epoca. Premere un interruttore per accendere la luce è oggi sicuramente più comodo che armeggiare intorno a uno stoppaccio puzzolente. Internet aiuta a liberare il tempo, a facilitare la vita quotidiana, a sognare ad occhi aperti.”
Ma gli effetti che sta producendo e produrrà sulla nostra vita sono davvero tutti positivi? Ecco il parere di quelli che guardano Internet con una buona dose di diffidenza.
“La prospettiva che ogni individuo, cliccando cliccando, diventi una specie di factotum autarchico in grado di autoselezionare, navigando nel gran mare della rete, ciò che gli serve e ciò che non gli serve, entusiasma molte persone, ma potrebbe essere invece indesiderabile ed anche irrealizzabile. Sembra che pescando tra le mille reti e i mille satelliti ciascuno potrà farsi (da casa, sempre da casa: che palle!) un personal-palinsesto, un personal-giornale. Che “scartabellando” tra milioni di schermate, contattando milioni di cataloghi, si potrà ottimizzare il nostro shopping, i nostri viaggi, il nostro menù con mirabile aderenza ai nostri desideri e bisogni. Ma il prodotto finale di questo forsennato fai-da-te potrebbe risultare molto più scadente del peggior palinsesto, del giornale più scalcinato o del negozio meno fornito!”
“Senza considerare – aggiungono gli scettici preoccupati – che ‘navigando in Internet senza bussola’ è anche possibile ritrovarsi di fronte a informazioni di dubbio valore morale (idee razziste, siti dedicati alla pedofilia, etc.), perché non c’è ancora una regolamentazione precisa riguardo a ciò che si può immettere e non immettere in rete”.

UNA SOCIETA’ CHE ACCELLERA
In questi ultimi decenni la diffusione dell’informatica e dei suoi strumenti ha conosciuto comunque un’importante accelerazione in tutti i settori della società. Uno sviluppo repentino che sembra ormai irreversibile proprio in relazione al ruolo che l’informatica ha assunto nella società post-industriale generando numerosi e profondi cambiamenti in tutti i campi della vita umana, da quello socio-economico a quello formativo. Nessuno, già al momento attuale, può rimanere insensibile anche se gli atteggiamenti e i comportamenti verso queste tecnologie non sono univoci.
Molti hanno aderito senza indugi, altri, nel limite del possibile, hanno cercato di restarne ai margini, considerando questa realtà troppo impegnativa, magari invadente e piena di incognite. Tutti comunque ritengono che le nuove tecnologie siano (o possano diventare) in grado di condizionare il modo di apprendere, di comunicare, di lavorare e più in generale il modo di vivere delle persone.






maggio 2012
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