Spett. Redazione,
vi invio queste foto per segnalare una situazione che mi sembra paradossale.
Mi piacerebbe che si potesse aprire un dibattito veicolato dal vostro bel periodico.
Per ragioni familiari mi trovo spesso a passare davanti al campo di calcio di Capodarco: una bella struttura pur semplice, con un terreno che appare spesso simile ad un biliardo. Negli ultimi anni d'estate si è ingiallito a causa della sospensione dell’irrigazione, ed è tornato verde dopo le prime piogge.
Apprendo dalle cronache locali che il Comune di Fermo avrebbe stanziato circa 750.000 Euro per il rinnovo di questa struttura. Un terzo circa per l'installazione di un manto di erba sintetica, e due terzi per lavori edilizi.
Spendere più di 200.000 Euro per la posa in opera di erba sintetica in sostituzione dell’attuale buon manto erboso, mi sembra dilapidare le risorse pubbliche. Chiedo agli esperti di indagare se c'è proporzione tra i costi dell’irrigazione ad un prato naturale, e quelli per la posa e la manutenzione dell’erba sintetica, peraltro non immune da usura. A ciò dovrebbe aggiungersi la notevole spesa per le opere collaterali, forse sproporzionate per le esigenze di tutto il complesso.
A guardarsi intorno non mancano certo strutture bisognose di ben più urgenti interventi.
La piscina comunale, ad esempio, porta tutti i segni del tempo e avrebbe bisogno di riparazioni e adeguamenti, quando non di una duplicazione che risponda alle esigenze sempre più pressanti del circondario.
Sempre riguardo alla vasta gamma dei bisogni della città e alla priorità delle spese, vorrei sottolineare come l’asilo nido comunale aspetti da tempo la messa a norma antisismica del suo edificio; per esperienza diretta di genitore, invano abbiamo aspettato la promessa sistemazione alternativa prima di Natale.
Mi pare che sarebbe importante, soprattutto in una congiuntura economica così negativa, privilegiare l’efficacia e l’urgenza degli interventi piuttosto che la cura dell’apparenza e dell’immagine.
Anche guardando indietro ad un recente passato gli esempi di questo modo di agire non mancano.
Penso alla eliminazione in località ‘Monterone’ (porta Santa Lucia) di un piccolo parco giochi, per recuperare la favolosa cifra di 8 posti auto. Con il risultato di trasferire un ameno ritrovo di bambini e studenti, in un ‘budello’ buio e umido, a ridosso delle vecchie Officine dell'ITIS.
Non si può dire che questa operazione abbia decongestionato la circostante area.
Nella stessa zona, si aspetta da tempo la sistemazione di un’area a ridosso delle mura lungo la discesa che costeggia la scuola Cavour, i cui lavori furono iniziati anni fa in tempo di elezioni.
Ancora dalle cronache locali apprendo che, per far fronte all’annoso problema dei parcheggi, si intenderebbe sbancare parte della costa alberata di Viale Nicola Ciccolungo.
Ciò sarebbe il naturale completamento del capolavoro architettonico e finanziario (più di un milione di Euro) costituito dall’ascensore di via XX Settembre, destinato ad ‘alleggerire’ l’elegante mole dell'Hotel Astoria.
A meno che non si intenda radere completamente tutto il verde, i posti auto così ottenuti non saranno in grado di risolvere le sempre più crescenti esigenze del centro. L'ascensore permetterà ai pochi fortunati che troveranno posto di superare in agilità un dislivello che comunque non richiede doti da scalatore.
Tutti rimpiangiamo l’opportunità persa di trasformare l’ampia volumetria del Cinema Nuovo in un capiente parcheggio a piani che avrebbe, quello sì, permesso di raggiungere agevolmente il centro in auto.
Mi sembra che la storia urbanistica del nostro amato capoluogo di provincia (non parliamo di quello che sarà l'accessibilità del palazzo prefettizio) non cominci nel migliore dei modi.
Saluti
Michele Guidone






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