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  Lunedì, 14 Settembre 2009

Lavorando sulla sicurezza percepita

- Il territorio visto dal capitano dei Carabinieri Pasquale Zacheo

L'entroterra e la zona costiera, due realtà molto diverse, dove diversi sono anche i fenomeni di criminalità

di Federica Balestrini



Lo spaccio di stupefacenti, la prostituzione, la contraffazione, insomma, la cosiddetta illegalità, è un fenomeno che fa parte del nostro quotidiano, un fenomeno che è stato sempre presente in ogni parte del mondo, ma che nel 2009 sembra esser diventato all'ordine del giorno. La televisione ci “bombarda” di notizie su stupri, omicidi e rapine avvenute per lo più delle volte nelle grandi metropoli come Roma, Milano e Napoli. Ma qual' è la percezione dell'illegalità in una piccola cittadina come quella fermana? Quali sono i centri, i luoghi ed i settori maggiormente caratterizzati da questo fenomeno? Chi e come si sta mobilitando per arrestare ciò che è illegale fin dove si può?
A rispondere è il capitano dei Carabinieri Pasquale Zacheo, il quale ha chiarito e rassicurato in maniera a dir poco esauriente i nostri quesiti e le nostre preoccupazioni. ”C'è da fare innanzitutto una distinzione del territorio fermano; l'entroterra e la zona costiera, due realtà molto diverse, dove diversi sono anche i fenomeni di criminalità. Infatti, la zona costiera, essendo frequentata principalmente dai giovani, soprattutto durante le ore notturne del periodo estivo, è di conseguenza caratterizzata dall'abuso di alcool e droghe. Inoltre la zona marina è anche un ottimale via di comunicazione per certe forme di illegalità come la prostituzione, lo spaccio di stupefacenti, le attività pretatorie. Questi fenomeni sono stabili, o per meglio dire continuano a verificarsi, anche a causa del forte flusso d'immigrazione presente per lo più nella zona di Lido Tre Archi ed in quella di Porto Sant'Elpidio. Sono realtà difficili da eliminare, ma sempre possibili da diminuire e proprio per questo tendiamo ad aumentare il numero di controlli lungo le strade, grazie anche all'utilizzo di strumenti di prevenzione e repressione (come il misuratore etilico). Teniamo il più possibile sotto sorveglianza le persone sospette, e proprio per merito di questa mobilitazione delle forze dell'ordine siamo riusciti a decrementare il numero di reati. Abbiamo una visione più ampia di quante e quali persone ci siano sul territorio e di quali vivano curiosamente ai “margini della società”; il numero dei furti è diminuito e le rapine sono state quasi tutte chiarite, anzi, a volte colte anche in flagrante. Insomma, stiamo lavorando sulla cosiddetta “sicurezza percepita”, ovvero sulla certezza per il cittadino fermano di esserci, di essere presenti il più possibile per garantire legalità e serenità.”






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