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  Martedì, 20 Aprile 2004

Fra i grandi con nostalgia

- Meschini dall’Onda Azzurra al Canottieri Roma
Uberto Frenquellucci



Trasferirsi in una grande società, scrutare l’orizzonte delle proprie ambizioni, valutando giustamente le proprie potenzialità. E’ il ragionamento (e l’ambizione) di qualsiasi sportivo che, in avvio di carriera, abbia ottenuto risultati incoraggianti. Ed è la stessa cosa che ha pensato Gianfranco Meschini, ex nuotatore di punta della Onda Azzurra approdato, dopo ben 15 anni di militanza nella società fermana, nelle file del Circolo Canottieri Aniene di Roma. Eppure, dalla colonne dell’house organ della sua vecchia società, il campione marchigiano lascia trasparire sintomi di vera e propria saudade: “Sono convinto di aver fatto la scelta migliore – ha dichiarato – Non sapete cosa vuol dire allenarsi tutti i giorni in un gruppo in cui ci sono atleti che sono andati ed andranno alle Olimpiadi di Atene. Credetemi, è un vero e proprio stimolo. Con i nuovi compagni ho subito legato e con loro condivido non solo i duri allenamenti in vasca, ma anche i momenti liberi da impegni”.
Insomma, Fermo è lontana. “Qualcosa della mia ex squadra mi manca. Primo il rapporto con il tecnico. Era pieno di attenzioni nei miei confronti e continuo era lo scambio di indicazioni e consigli. A Roma, in una società così grande, il rapporto è diventato più impersonale. Poi, come dimenticare l’entusiasmo con il quale tutto l’ambiente salutava i miei risultati. Ora dovrò fare letteralmente miracoli per attirare un po’ di attenzione. Mi manca anche il rapporto con i genitori dei compagni di squadra… ricordo che era un continuo scherzare e ridere. Oggi è tanto se riesco a vedere i miei una volta al mese”.
Siamo convinti che Gianfranco, al quale maturità e mezzi tecnici per emergere ulteriormente non mancano di certo, saprà superare brillantemente questa soglia rappresentata dal primo grande impatto con le iper competitive società metropolitane. Ed il suo talento brillerà anche nelle acque dell’Urbe, statene certi. Anche se una cosa, i romani , non gliela perdoneranno mai, dovesse accumulare, come gli auguriamo tutti, ori su ori : “Il mio giorno più brutto da quando sono nella capitale è stato quando la Roma ha battuto la Juventus per 4 a 0. Sono stato letteralmente sbranato da un branco di lupi. Ma il giorno della rivincita non è lontano”.






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