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  Mercoledì, 04 Febbraio 2004

Nel regno di Re Carnevale

- Intervista a Marco Renzi, regista del Carnevale fermano
Carmela Marani



Il regista, autore, uomo di spettacolo, Marco Renzi è anche l’organizzatore da ben 15 anni del Carnevale fermano, da tre anni realizzato di concerto con Porto San Giorgio. Dopo i fasti degli anni ’60, il Carnevale cadde nell’oblio fino al 1990 quando tornò ad essere una delle più belle feste dell’anno arricchita da una caratteristica “teatrale” che ne fa un evento unico e straordinario.

Come rinasce il Carnevale a Fermo?
Devo premettere che nel 1984 furono le Contrade della "Cavalcata dell'Assunta" a rilanciare l'idea del Carnevale limitandosi nei primi anni al ripristino del tradizionale veglione (Coriandolissimo). I tempi erano però nuovamente maturi e la Città pronta ad accogliere un Carnevale degno del suo blasone. Nel 1990 il Comune di Fermo vara insieme alla Cavalcata, un grande programma la cui prima edizione sortisce l'effetto di togliere il coperchio ad una pentola che ha bollito troppo a lungo: migliaia di persone in maschera, carri allegorici, giochi in piazza.

Ma qual è l’evento nell’evento che contraddistingue il Carnevale di Fermo?
La traccia è ripresa da una delle più belle invenzioni del nostro medioevo e si sviluppa intorno al racconto settimanale del breve regno di Re Carnevale continuamente osteggiato dalla sua storica antagonista, la Regina Quaresima. Le due regali figure hanno dato e danno vita ad una serie di eventi unici e tipici quali la Consegna delle Chiavi della Città da parte del Sindaco a Re Carnevale, l’Abbatti Quaresima, l’esilarante Palio di Carnevale, le Udienze e il Funerale ( non previsto quest’anno per decisione dell’Assessore alla Cultura) e preparano la strada a momenti di più larga partecipazione come le sfilate dei Carri allegorici. Sono momenti vissuti con emozione da migliaia di persone, momenti a cavallo tra teatro e rito, momenti che solo a Fermo è possibile ogni anno vivere. Da alcuni anni inoltre Re Carnevale ha due amici, Mengone Torcicolli e la sua compagna Lisetta, maschere ottocentesche create dalla fantasia di Andrea Longino Cardinali di Monte S.Pietrangeli.

Il Carnevale Fermano, dunque, sin dal suo nascere si è collocato in un preciso ambito di originalità ricercando nel contempo la partecipazione popolare.
Sì, è questa l’altra caratteristica saliente di questo Carnevale: la partecipazione; e debbo dire che i risultati sono notevoli se solo si pensa alle centinaia e centinaia di persone che lavorano alla costruzione dei Carri Allegorici e dei Gruppi Mascherati. Tutte le strutture carnevalesche che sfilano a Fermo e Porto San Giorgio vengono espressamente create per questa particolare occasione. Non ci sono, a differenza di altre manifestazioni analoghe, carri comperati o ingaggiati altrove; tutto viene fabbricato in loco e ha il marchio importantissimo della partecipazione, dell'aggregazione, della socialità in allegria. E non sono solo le Contrade della Cavalcata dell’Assunta ma anche i Centri Sociali, le Scuole, le Associazioni. Per questo i criteri di scelta per l’assegnazione dei premi debbono innanzitutto valutare il grado di simpatia, calore, coinvolgimento, allegria, partecipazione che ogni realizzazione riesce ad esprimere. Altro aspetto importante è il progetto avviato dal 1999 con il Comune di Porto San Giorgio per un Carnevale intercomunale con la volontà di collaborare superando antichi e anacronistici campanilismi.”

Tutto bene allora, nessun rovescio della medaglia?
“Purtroppo si. Ci sono due problemi fondamentali che se non verranno risolti mi vedono costretto, il prossimo anno, ad abbandonare la manifestazione. Innanzitutto fondamentale è il reperimento di spazi idonei per allestire i carri e per predisporre le varie creazioni. Niente di eclatante ma almeno luoghi dove non si lavori sotto zero come succede ora in capannoni messi a disposizione da privati. Secondo problema, la programmazione: una manifestazione articolata che vuole emergere nel panorama regionale e nazionale deve iniziare ad essere impostata almeno nel mese di settembre e non 20 giorni prima come succede ora.”






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