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E' il momento delle aspettative. Dopo il voto del 29 ottobre, e nell’attesa del responso in Senato, euforia e campanilismo stanno gradualmente lasciando il passo a una nuova consapevolezza. Con l'occhio - ed il cuore - gettato al 2009. Non scema nella cittadinanza l'emotività per lo storico traguardo, ma subentra anche quell’essenziale raziocino per trasformare una vittoria politica in una conquista sociale.
Ed eccole le voci di un territorio che si appresta a diventare provincia, voci in equilibrio tra soddisfazione e perplessità. Come nelle iniziali parole di Giampaolo: "Spero si frantumino i campanilismi di bottega e che si riesca ad unire tutto il territorio, che non comprende soltanto Fermo. Sono necessarie principalmente infrastrutture per legare sia persone che risorse, ed è soprattutto su questo che occorre lavorare “.
E Samuela parte proprio da questa considerazione, con un interrogativo: "Cosa ci ha dato Ascoli a livello di infrastrutture? Siamo sempre stati penalizzati - prosegue - e questo non è affatto campanilismo, quanto piuttosto una realtà consolidata. Siamo stati tagliati fuori in tanti settori, e avere più autonomia, oggi, a Fermo può soltanto giovare". Sulle aspettative la stessa Samuela è chiara: "Spero che i fondi che arriveranno non si fermino sempre nelle stesse mani, ma che vengano al contrario create opportunità per tutti, soprattutto per i giovani. Le attese riguardano la prossima apertura di sportelli ed uffici provinciali, con un notevole incremento di posti di lavoro".
Una discussione questa che commento dopo commento diviene di più ampio respiro. Anche al dì fuori del contesto locale, come sottolinea Gianluca: "Dobbiamo suddividere diversi aspetti. Innanzitutto, per noi si aprirà un nuovo mercato, togliendoci la ‘palla al piede’ di Ascoli. Pensa alle strade: siamo sempre stati relegati ai margini. Noi non saremo affatto, come dichiarato in Parlamento, la quart'ultima provincia d'Italia ma piuttosto nel giro di pochi anni, considerando le potenzialità del calzaturiero e del cappello, ci collocheremo in un'ottima posizione".
"Sarà un ritorno in primo piano a livello industriale - afferma con impeto un Luca alquanto entusiasta - dopo avere lavorato per anni nell'ombra e per i loro interessi".
Ma la nascita di una nuova Provincia porta con se anche piccoli e grandi disagi, soprattutto a livello economico. E’ di nuovo Gianluca ad intervenire: "Sì, occorrerà stringere la cinghia da qui fino all'insediamento della Provincia. Il difficile periodo in ambito nazionale fa sì che l'istituzione di queste 3 nuove province si presenti come una spesa eccessiva in considerazione dei già disastrati conti pubblici". Chiude alzando il tiro: “Con una tendenza di profilo europeo come quella attuale, forse tutto questo significa fare in parte un passo indietro rispetto ai presupposti e ai processi comunitari”.
Una posizione che trova in Massimo un valido sostenitore. "L'identità fermana è completamente diversa da quella ascolana, dall'Appennino sino al lungomare. Ma vedere come in una realtà così piccola ognuno voglia rivendicare la propria identità, mentre il resto del mondo continua a mescolarsi, ad integrarsi, mi spaventa. A livello burocratico e di gestione economica del territorio il vantaggio è enorme, ma questa necessità mi fa realmente paura. E' il non voler essere confusi con altri che mi lascia perplesso. Ci può essere confronto senza necessariamente creare un distacco".
"A sangue freddo mi viene da pensare che per Fermo sia una grande opportunità", esordisce Lucia. Che subito aggiunge: "Il dubbio è se ci siano i mezzi per portare avanti questo progetto, e se si riesca ad investire tutte le forze per poter fronteggiare al meglio un compito del genere. Chi vive Fermo percepisce una sorta di ristrettezza della mentalità fermana. Speriamo che tutto questo non resti soltanto una rivendicazione storica, ma che si trasformi in un qualcosa di concreto". Una vera e propria apertura al territorio confermata anche da Federico: "Penso che sia una grande conquista per il territorio tutto. L'istituzione della provincia però deve portare ad una nuova mentalità, più aperta, non "Fermo-centrica", ma rivolta anche ai tesori del territorio fermano".
Le battute finali con Giacomo ci permettono di aggiungere ulteriori interrogativi. "Sono contento per tutto il Fermano, ma mi chiedo se l'Italia ne avesse proprio bisogno. Mi spiego: Istituzione Pubblica uguale Burocrazia, più Istituzioni Pubbliche uguale più Burocrazia. Certo, a livello locale le cose miglioreranno, ma continuo a domandarmi: non si poteva fare in modo che la provincia di Ascoli avesse una sede più vicina?". E sposta l’attenzione su Civitanova: "Con l'ipotetica annessione di questa città, penso si potrebbe parlare a pieno titolo del distretto economico in assoluto più potente delle Marche. E se l'analisi è giusta pongo due domande: Civitanova Marche dov'è? strano che non abbia giocato alcun ruolo attivo fino ad ora. E inoltre: le altre provincie delle Marche lasceranno che tutto questo accada indisturbato o vorranno remare contro?".
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