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  Mercoledì, 05 Novembre 2003

Finalmente premiata la lunga attesa

- Un futuro fatto di ottimismo
Giovanni Martinelli



La notte di Natale 1860 si ebbero a Fermo tafferugli di piazza. Tre giorni prima il regio decreto 4495 aveva soppresso la Provincia, e l'agitazione in strada era la cosa minima che ci si potesse attendere.
La reazione, comunque, fu poco convinta. Tanto che il regio commissario per le Marche, Lorenzo Valerio, relazionò al Ministro "della soppressione" Marco Minghetti: "Fermo che aveva altri titoli per essere mantenuta, se ne commosse gravemente, pure senza disordine, perché quelle popolazioni facilmente intesero come fosse un dovere l'attendere il momento, in cui le loro ragioni si potessero far valere nei modi legali".
Quel momento è giunto e la storia finalmente ha ripreso il suo corso interrotto per 143 anni. La Camera ha detto sì ed ora si attende il Senato. Probabilmente entro Natale avremo l'esito finale di questa grande battaglia che il Fermano ha con dignità, ma con fermezza, portato avanti in questi ultimi anni.
La storia e la cronaca dei fatti, che a fianco riportiamo, è un'altalena di passi in avanti e secchiate d'acqua fredda. Un processo comunque irreversibile, giunto ormai al dunque. La Provincia del Fermano è stata finalmente sdoganata e questo territorio raccoglie il frutto dei suoi meriti. Una battaglia di civiltà che in molti hanno cercato di chiamare "contro", ma contro non è stata. Perché chiedere la Provincia non era combattere Ascoli, ma vedersi riconoscere un diritto all'autonomia ed all'autonoma gestione del territorio.
Le Marche sono la terra dei multipli diversi. E la Provincia di Ascoli Piceno è la somma di due diversità, troppo distinte per convivere, troppo lontane per coabitare. E non ci si venga a dire che le due nuove Province, quella nascente di Fermo e quella che residua su Ascoli, sono due "bonsai" senza futuro. Dividere con la capacità di collaborare significa raddoppiare le risorse e le opportunità.
Se gli amministratori capiranno l'opportunità che nasce, se il principio della collaborazione tornerà a farsi valere, questa terra avrà nuove opportunità ed un futuro diverso, fatto di entusiasmo e di programmazione territoriale.
Dobbiamo tanti grazie. Principalmente a chi ha creduto, a volte contro l'evidenza, in un progetto possibile. A Luigi Vitali, a Alberto Palma, ai parlamentari succedutisi nelle ultime legislature, ai politici locali, a tutti coloro che hanno tenuto alta la guardia stancando l'avversario alla distanza.
L'augurio: che la battaglia combattuta e vinta da un territorio mai così unito, diventi da subito il progetto della crescita e dello sviluppo del Fermano.






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