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Oltre 400 i partecipanti alla festa organizzata dal Collettivo Antifascista
A volte la memoria serve a disturbare il presente, a mettere a disagio coloro che vorrebbero chiuderla a chiave in un armadio, o confinarla in spazi esclusivamente cerimoniali. Opporsi al tentativo istituzionale di equiparare partigiani e repubblichini, proprio nella ricorrenza del 25 aprile, secondo alcuni offende la sacralità della commemorazione, oltre a rappresentare - dicono - un atto del tutto fuori luogo e inattuale. Se queste affermazioni provenissero dal sindaco di Fermo o da riciclati neofascisti di An, che nel frattempo ci hanno abituato a ben note iniziative di “bassa statura”, non si rimarrebbe particolarmente sorpresi. In realtà i vergognosi episodi in cui siamo stati coinvolti nella mattinata di sabato scorso sono intollerabili e colpiscono non tanto il collettivo antifascista, bensì coloro che sono deputati a dare un esempio di tutela della memoria partigiana. E’ paradossale il fatto che mentre all’interno della Sala alcuni interventi denunciavano la gravità dell’assenza dei giovani in quella importante giornata, contemporaneamente le forze dell’ordine avessero deciso di cacciare gli unici “giovani” intervenuti. Provocazioni, minacce di arresto e identificazioni da parte della polizia nei nostri confronti sono soltanto la cornice di una escalation politica e istituzionale “bipartisan” che mira a criminalizzare ed ad impedire ogni dissenso. Invitiamo infine l’Anpi e i Combattenti a partecipare alle prossime iniziative del collettivo antifascista, con la garanzia di trovare certamente molti giovani.
Questi ultimi, gli spazi in cui festeggiare il 25 aprile se li sono presi, autogestiti e autofinanziati. Oltre 400 persone hanno “invaso” la zona dell’ex stazione Girola, ballando, cantando e brindando a quel giorno di 65 anni fa. Non sono mancate alcune provocazioni di neofascisti locali, forse indispettiti per aver subito un affronto nel proprio “giorno di lutto”, ma la cornice di sabato sera erano i Malavida, i Costa Familia e i Polleggio Sound, tutta un’altra storia.
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