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  Lunedì, 16 Marzo 2009

Quelle Foibe che continuano a dividere

- Due comunicati antitetici ma specchio di una tensione sempre più palpabile

Le voci dei contestatori della conferenza della Kersevan e del Partito Comunista dei Lavoratori

Comunicato stampa



Sulla questione relativa all'incontro con Alessandra Kersevan, organizzato dal Collettivo Antifascista di Fermo, abbiamo ricevuto due comunicati stampa, antitetici ma specchio di una tensione sempre più palpabile.

LE FOIBE NON SI NEGANO
La contestazione alla conferenza con la negazionista delle Foibe
Erano in molti venerdi sera dietro lo striscione “Le Foibe non si negano”: i ragazzi di Aries – Officina Nazional Popolare, i militanti di Casa Pound Marche e gli studenti di Ultimo Banco, tutti indignati per la conferenza organizzata dal Collettivo Antifascista del Fermano, tesa a negare l’esistenza di uno dei capitoli storici più tragici del nostro popolo. La contestazione si è svolta in Piazza del Popolo, al passaggio del corteo improvvisato dai militanti del Collettivo, che dalla Sala Multimediale , giustamente negata dal Sindaco Di Ruscio, si dirigeva verso i locali della sede dell’ ANPI dove Alessandra Kersevan, una pseudo-storica negazionista, avrebbe esposto le sue assurde tesi, secondo le quali la vicenda delle Foibe sarebbe solo una menzogna tutta Italiana.
Lungo il percorso la contromanifestazione pacifica organizzata dai ragazzi di Aries, che in silenzio hanno srotolato lo striscione mentre dal corteo, al grido di “Viva la Jugoslavia”, piovevano sputi e insulti. Poco male, non ci si aspetta altro da chi organizza conferenze del genere; il fatto più grave è che l’ANPI di Fermo abbia ospitato tale iniziativa. Mentre in altre parti d’Italia l’ANPI collabora con associazioni di familiari di infoibati ed esuli istriano-dalmati, a Fermo offre ospitalità ad una filoslava farneticante e ad un gruppo (il collettivo antifascista) che si è già distinto per essere poco avvezzo alla tolleranza, al dialogo, e allo spirito democratico.
A questo punto ci chiediamo come mai le forze democratiche di destra, di centro e disinistra non esprimo sdegno per l’attività di questi figuri?
Come mai, tutti quei partiti che espressero perplessità per la presenza a Fermo di Rivendell, oggi non esprimono preoccupazione per l’attività di questi antidemocratici facinorosi che si nascondono dietro la sigla Collettivo Antifascista?
Come mai dei consiglieri comunali di un capoluogo di provincia, quali sono Buondonno e Calcinaro, invece di prendere le distanze da chi simpatizza per i massacratori di Italiani (arrrivando a negarne l’esistenza) sono a loro pericolosamente molto vicini?
Lasciamo a chi legge il giudizio su chi ha deciso di creare un associazione al servizio del proprio popolo, e su chi invece ha deciso di farne una per il solo interesse di una certa parte politica, anche quando quest’ultima in passato si è resa responsabile della pulizia etnica di 20.000 nostri connazionali… no, le Foibe non si negano!

VERGOGNOSO ATTO AUTORITARIO DEL SINDACO DI RUSCIO
La solidarietà del Partito Comunista dei Lavoratori al Collettivo Antifascista
Il Partito Comunista dei Lavoratori di Fermo esprime il proprio sdegno e la più vibrata delle proteste per la vergognosa e antidemocratica decisione del Sindaco Di Ruscio di revocare la già concessa Sala Multimediale al Collettivo Antifascista e all’Anpi, per l’incontro con la ricercatrice storica Alessandra Kersevan sulla campagna mistificante delle foibe.
Con una pretestuosa e ridicola motivazione il Sindaco Di Ruscio si è prestato ad una operazione di censura di stampo fascista, facendo proprie le pressioni squadristiche di An Azione Giovani e tale Aries casa nazional popolare. Di contro, a trenta metri di distanza da dove si sarebbe dovuta tenere la conferenza, si poteva invece svolgere senza problemi una autorizzata nonché provocatoria manifestazione di neofascisti che avrebbe potuto provocare incidenti.
Evidentemente per il Sindaco e candidato alla Presidenza della Provincia rispettare i dettami costituzionali significa poter invitare un pregiudicato come Dell’Utri a parlare di Mussolini e al contrario censurare la libertà di espressione dei cittadini.
Ma limitarsi a denunciare questo ignobile sopruso non è sufficiente, perché si tratta di una ferita gravissima inferta al tessuto democratico di Fermo che se passasse impunita rafforzerà i rigurgiti autoritari in atto e avallerà il ripetersi di simili infamie.
E’ necessaria una rapida e ferma risposta da parte di tutti i sinceri democratici attraverso una mobilitazione organizzata ,perchè la battaglia contro il revisionismo storico, fomentato in questi anni in maniera bipartisan, è un patrimonio comune di tutte le forze antifasciste.






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