CORRIERE NEWS

Viale Trento 5 - 63023 Fermo

tel. 0734 217470 - fax 0734 220161 - info@corrierenews.it

copyright & copy; 2003-2010 corrierenews.it, corrierenews.com - Edizioni Fisal - Fermo
Direttore responsabile: Alessandro Sabbatini - Autorizzazione del tribunale di Fermo n.2/2003 del 11/03/2003
  Venerdì, 04 Giugno 2004

Quel Comitato poco creduto...

- I tempi "epici" del mitico Abramo Mori
Mauro Nucci



Pensare che l’ultima spinta all’istituzione della Provincia sia arrivata dal Cielo, forse non è peccato! Perché lassù riposa Abramo Mori, colui che gia dalla fine degli anni ’60 credeva in quello che poi il Fermano ha ottenuto qualche giorno fa, a distanza di oltre quaranta anni da quando lui iniziò, solitario, la sua personalissima battaglia. Proprio in quegli anni, imperterrito, lui che fermano di Fermo non era (la sua origine è di Amandola), partiva con la “corriera della Stao” per Roma, ed al ritorno faceva fermare l’autista per “appiccicare” l’adesivo giallo-rosso con ben evidenziata la scritta Fermo, ad ogni segnale stradale che indicava Ascoli Piceno.
Iniziative “folkloristiche”, venivano giudicate allora dai politici locali. Poi, nel 1970, costituì, insieme con un manipolo di gente che era riuscito a contagiare, il primo Comitato Territoriale per la Provincia di Fermo. La sua fu una continua ricerca: dalla storia alla potenzialità del territorio, dalle ricchezze artistiche all’economia. Ricerche fatte a modo suo e portate a conoscenza della gente attraverso migliaia e migliaia di fotocopie che, in alcuni casi, “estorceva” agli amici ed anche alla Cassa di Risparmio.
Come non ricordare il decennale del Comitato: anno 1980. Per l’occasione acquistò qualche centinaio di bigliettini augurali; sul retro impresse il timbro con la scritta “Comitato Territoriale per la Provincia di Fermo – anni 1970-1980.
Poi, scatto in lui l’idea dell’unificazione di Fermo e Porto San Giorgio. Il suo sogno era quello di “costruire” una città di cinquantamila abitanti che avrebbe dovuto chiamarsi Palmatea.
Lavorò alacremente con i suoi più stretti collaboratori; raccolse oltre 5mila firme, sufficienti per chiedere alla Regione Marche un Referendum per una proposta di legge popolare sulla materia dell’unificazione. Perse lo stesso Referendum per una mangiata di voti. Da quel momento in poi proseguì la battaglia, continuò a stimolare i politici con la forza che gli veniva dalla base, dai cittadini comuni, da chi aveva sempre creduto, come lui solo sapeva credere, al giusto riconoscimento dell’autonomia territoriale.
Il resto, se vogliamo, è storia di ieri. Con Luigi Vitali che ha saputo raccogliere un’eredità pesante, che ha saputo coagulare attorno a se, in maniera trasversale, le forze politiche, forte di un consenso popolare senza il quale, non ce ne voglia i politici, difficilmente il traguardo sarebbe stato raggiunto.
All’amico Abramo Mori, in più di una occasione, quando ci raggiungeva in redazione per chiedere spazio per le sue iniziative, dicevamo che lui avrebbe meritato la carica di primo Prefetto della Provincia di Fermo. Oggi che il risultato è stato ottenuto, chi di dovere dovrebbe ricordarlo, almeno intitolandogli una via della città. Speriamo che ciò accada!






Stampa la pagina