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  Martedì, 20 Aprile 2004

Santuari, mete di Pasquetta

- Per una spensierata gita fuori porta dopo Pasqua

I santuari di Montefortino e Macereto, luoghi di culto di pellegrini

Stefano Greco



Tra le tradizioni pasquali da rispettare c’è la cosiddetta gita fuori porta che si svolge il Lunedì dell’Angelo. La scelta del luogo è vasta e si va dalla semplice scampagnata fino alla meta più lontana, ma quasi sempre si organizza in gruppo più o meno numeroso. Tra le mete predilette del territorio, figurano due luoghi di culto molto conosciuti che hanno la fortuna di essere ubicati in contesti ambientali di grande pregio: il Santuario della Madonna dell’Ambro a Montefortino e il Santuario di Macereto, nel territorio comunale di Visso.
Il Santuario di Montefortino è un edificio di costruzione piuttosto recente ed è situato a 683 metri di altitudine. Secondo la tradizione, il nucleo originario era una cappella sorta in seguito ad un evento miracoloso grazie al quale la piccola Santina, abitante del luogo, muta fin dalla nascita, ebbe il dono della parola grazie all’apparizione della Madonna. Tale nucleo risale ai primi dell’anno Mille, mentre le forme attuali dell’edificio risalgono al ‘600, esattamente al 1595, quando il Comune di Montefortino costruì la nuova cappella. I lavori durarono per una trentina d’anni, nel corso dei quali furono realizzati anche gli affreschi interni con interventi di Martino Bonfini da Patrignone e Domenico Malpiedi. Dal 1897 il Santuario è custodito dai Padri Cappuccini, ai quali si debbono interventi di restauro della chiesa e di sistemazione dell’area circostante. L’area circostante è caratterizzata da fitti boschi e numerose aree molto adatte a scampagnate e picnic, oltre ai ristoranti della zona che nei giorni di festa sono ovviamente presi d’assalto.
Il Santuario di Macereto è situato su un altopiano appenninico a oltre mille metri di quota in un ampio anfiteatro naturale, sull’antica strada che i pellegrini percorrevano dalla sabina e dall’Abruzzo per recarsi a Loreto. La storia di questo santuario, che sorge in un luogo solitario di rara suggestione, è legata ad una statua lignea diretta in Abruzzo, nel 1359, portata dai muli che si fermarono e non ne vollero sapere di ripartire. Dopo un periodo di collocazione temporanea, la statua venne sostituita circa un secolo dopo e fu deciso di realizzare un santuario che inglobasse l’edicola primitiva, che venne realizzato ai primi del ‘500 in stile bramantesco. Il gruppo ligneo che si trova all’interno dell’edicola è visitato da migliaia di pellegrini perché il culto della Vergine di Macereto è ancora oggi molto forte. Il santuario è circondato da uno spazio molto ampio e da una serie di loggette che possono ospitare numerose persone. Chi arriva al mattino presto potrà scegliersi i posti migliori o addirittura il camino per preparare squisiti arrosti.






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