Il più piccolo paese delle Marche come superficie, con i suoi 3 km quadrati. Ed una quiete che continua a calamitare sempre più turisti. Con il primo cittadino di Pedaso, Guido Monaldi, abbiamo analizzato i perché di una crescita costante.
Partiamo dalle problematiche relative alla ricettività. Quale situazione vive Pedaso?
“La nostra ricettività è limitata a circa 60 posti letto. Se consideriamo l’aumento del flusso turistico, risulta evidente la necessità di una nuova struttura”.
Quali fattori hanno determinato questo recente incremento?
“Consideriamo che la spiaggia era di circa 200 metri, mentre oggi siamo vicini ai 1.000 metri, il massimo sfruttabile. La spiaggia prima era costituita solo da sassi, mentre oggi quella che va verso sud ha quasi 500 metri di sabbia. Inoltre, abbiamo 3 chalet funzionanti, con un altro in fase di costruzione”.
Qual è la ricetta di Pedaso per quei turisti che richiedono maggiori attività culturali?
“Nel 2002, durante il nostro primo anno di amministrazione, consegnammo 300 questionari ai turisti in spiaggia. Circa 280 si lamentarono proprio della mancanza di attività culturali e sportive durante la stagione estiva. Si mangiava bene, la spiaggia era rilassante, l’acqua pulita, ma dopo le ore 18 non c’erano iniziative di alcun tipo. La nostra unica attrattiva rimaneva la sagra delle cozze. Così abbiamo creato il Giardino della Cultura che, durante il mese di luglio e agosto, ospita 18 spettacoli tra cinema, teatro, poesie, danza, corali, etc. Abbiamo creato e promosso anche iniziative come “Il lungomare dei cantautori”, che hanno fatto da apripista alla nostra programmazione culturale. Quest’anno abbiamo inserito nel cartellone la Regata dei Piceni, con circa 50 imbarcazioni che il 12 agosto partiranno da Porto San Giorgio, ed un torneo di scacchi il 22 agosto. Mi sembra che in un km di spiaggia più di questo non si possa fare…”.
Arriviamo al punto di informazione turistica, troppo spesso una nota dolente nel panorama locale.
“Noi abbiamo quello della Proloco, sempre aperto il sabato e la domenica, e dal primo luglio al 31 agosto aperto tutti i giorni. Abbiamo inoltre realizzato un libro su Pedaso, il primo in assoluto, che si aggiunge ad un depliant sulle manifestazioni turistiche. Manca, e su questo vogliamo lavorare, una guida completa per il turista. Vorremmo anche realizzare una biblioteca con un punto internet presso il Giardino della Cultura”.
Mettiamo a fuoco più dettagliatamente la situazione di Pedaso.
“La rimessa a posto del centro storico ha creato una domanda di persone che vogliono soggiornare tra le piccole viuzze. L’abbiamo ripulito, abbiamo sistemato la stazione, il parcheggio, la nuova pavimentazione, riaperto il Faro. Fino a qualche anno fa il centro storico, non uso mezzi termini, faceva letteralmente schifo. Oggi una persona che vede Pedaso stenta a riconoscerla. I nostri turisti sono quasi tutti del nord Italia, in particolare di Lombardia e Piemonte. Acquistano casa e poi la ristrutturano. Alcuni iniziano ad arrivare anche a maggio”.
E sulla questione viabilità e parcheggi?
“Grossi problemi di parcheggio, dopo la creazione degli 80 posti alla stazione, non li abbiamo. E per quanto riguarda il traffico pesante, va ricordata l’ordinanza che dall’1 luglio al 31 agosto vieta di transito dei tir lungo la statale”.
Altra realtà tangibile è la pista ciclabile.
“Andranno avanti le realizzazioni sia di quella verso l’interno sia di quella con Campofilone e Massignano lungo la costa. E anche la Provincia sta completando un progetto di piste ciclabili. Il cicloturismo è un fenomeno di cui nessuno parla ma che noi vogliamo coltivare”.
Per la fine di luglio è inoltre prevista l’inaugurazione del porto.
“Il diportismo è una risorsa fondamentale per il turismo. La nostra sarà una struttura per pescatori professionisti e per un centinaio di barche da diporto”.
Qual è la sua posizione riguardo al sistema turistico della Marca Fermana?
“Noi vediamo e sentiamo più vicina l’associazione Valdaso presieduta da Enzo Rossi. La Marca Fermana, tra crisi, crisette, problemi di poltrone, dimissioni, etc, non ci ha aiutato molto. Secondo me dovremmo arrivare a creare un sistema turistico della Valdaso, capace di coprire e promuovere quel territorio che va da Comunanza a Pedaso”.
Anche perché avete già dimostrato di funzionare ottimamente in maniera autonoma.
“Si, abbiamo già tutte le risorse a disposizione, sia paesaggistiche che turistiche. Mancano ancora le strutture ricettive, ma stanno fiorendo agriturismi ovunque. E ce ne sono alcuni completamente pieni da giugno a settembre. Dobbiamo semplicemente continuare a legare tra loro le manifestazioni culturali, il panorama, l’enogastronomia, il mare pulito e la tranquillità di questo territorio”.
Un’ultima considerazione: come state promuovendo la vostra città al di fuori dei confini nazionali?
“Con l’associazione Valdaso e, soprattutto, con la nostra tranquillità. Da questo punto di vista, voglio aggiungere un ringraziamento, oltre che a tutte le associazioni coinvolte, ai titolari della Cantina Castel Fageto, che con i loro eccellenti prodotti hanno dato un valore aggiunto alla città”.






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