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  Venerdì, 30 Giugno 2006

Un’offerta tutta da inventare

- L’estate arriva. Si spera che arrivino anche i turisti…

Preoccupazioni per soggiorni sempre più brevi. Il territorio deve “fare sistema"

Giovanni Martinelli



Il titolo di scatola della copertina annuncia bene il senso di questo numero. Fra rovesci climatici, piogge, imprecazioni, alla fine l’estate sembra sia arrivata. E la domanda, per una terra che vanta un forte appeal turistico, è d’obbligo: siamo pronti a ricevere i turisti, a garantire il loro tempo libero, a proporre un pacchetto-soggiorno dell’intero territorio?
Probabilmente no. E non perché non ne siamo capaci, soltanto perché non abbiamo esperienza. E non vogliamo sforzarci a farcela. Da anni Corriere News, arrivando l’estate, prova a dire la sua su come “vendere” meglio il prodotto-estate di questo territorio. Se andate a leggervi gli articoli dell’inchiesta settimanale, vi accorgerete come ogni località lancia il suo allarme: Civitanova ha perso lo scettro di località leader di villeggiatura, Fermo fa i conti con le emergenze delle sue località di spiaggia, cresciute in fretta (e male) senza garantirsi le strutture e i servizi, Porto Sant’Elpidio, vista la crisi della calzatura, strizza l’occhio al settore turistico proponendosi come nuova località del tempo libero.
Intorno gli altri attori del “prodotto”, località di un territorio che offre tutto, che ha (quasi) tutto, ma che non sa fare sistema. Anche perché il Sistema, quello Turistico e con le maiuscole, è un gran carrozzone dove cantano in tanti e giorno mai si fa.
Il turismo di spiaggia ha ormai nel suo costo oggettivo un freno pazzesco, che solo parzialmente viene compensato dal turismo all’aria aperta (campeggi piuttosto di agriturismo o b&b, o affitti in campagna o nei centri dell’entroterra). In molti cercano di spiegare il “cosa fare”. Che non sarebbe cosa tanto difficile, se solo si trovasse il comun denominatore per fare rete dell’intera offerta e per programmare l’estate da offrire al mercato.
Sono anni che si crede che promozione turistica significa fare bei depliant colorati andando alle fiere (talvolta le più improbabili) a spargerli dappertutto. Il vero problema sta nel riempire quei depliant di interesse, facendoli arrivare, con un’offerta completa, sulle scrivanie giuste.
Pensiamo utile le riflessioni che i nostri collaboratori hanno raccolto in giro. Gli intervistati non hanno perso l’ottimismo, e ognuno si dice pronto a trovare la strada per rilanciare il settore come voce forte del conto economico di questa terra. Ma attenzione: il mese e mezzo di turismo di massa deve essere meglio “spalmato” nel calendario. Magari avvicinando settori organizzati (turismo scolastico, della terza età, aziendale, sportivo etc.) non con iniziative spot ma con una offerta globale, che preveda strutture accattivanti, tempo libero programmato, offerta culturale e delle tipicità armonizzata sul territorio. Il tutto a costo di mercato.
Dietro questo deve essere programmata una promozione razionale e condivisa non solo dagli operativi della ricettività, ma dall’intero territorio. Ognuno deve fare la sua parte: operatori, associazioni di categoria, comuni, organizzatori locali. Tanto più forte sarà la spinta, maggiore sarà la pressione per realizzare le strutture ed i servizi.
Intanto pensiamo all’estate 2006. Dicono, i meteorologi inglesi, che farà caldo tanto, come non accade da anni. Il mare è pulito, la natura all’interno è ancora credibile. Spettacoli e manifestazioni se ne annunciano, nonostante la crisi, una marea. Teniamo un occhi alle esagerazioni dei prezzi e non facciamoci riconoscere. Solo così dal turismo-mordi-e-fuggi degli ultimi anni potremo tornare al turismo di periodo. Che di ricchezza ne porta sicuramente di più.






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