Abdulghani Makki, sessantadue anni è in Italia da quando ne aveva diciannove. Una laurea in medicina e chirurgia conseguita all’Università di Perugia con tre diverse specializzazioni, è medico di famiglia e odontoiatra a Sant’Elpidio a Mare. Impegnato attivamente in politica è consigliere provinciale della Lista Di Pietro Italia dei Valori. Un cittadino siriano, ormai italiano da decenni, con un ruolo nella società e una professione di prestigio.
Esiste un problema di integrazione dei cittadini extracomunitari?
“L’Italia non è certamente un Paese razzista, dunque la convivenza è tutto sommato pacifica – afferma Makki – Tuttavia si percepisce sempre un certo disagio quando si parla di immigrati, quando si ha a che fare con un extracomunitario e questo è un problema di scarsa conoscenza reciproca. Io parto dal presupposto che quando si emigra in un Paese anziché in un altro, lo si fa oltre che per questioni di lavoro anche per scelta. Quindi scegliendo l’Italia bisogna sforzarsi di capire il modo di vivere degli italiani, i meccanismi sociali che regolano questo Paese, le abitudini dei suoi abitanti. Sarebbe utile organizzare veri e propri corsi che informino gli immigrati sugli usi e i costumi italiani, cosa utilissima al fine di dare una garanzia reciproca, agli italiani e agli immigrati”.
Da esponente politico cosa pensa del voto agli immigrati?
“E’ uno snodo fondamentale che potrebbe risolvere molti dei problemi legati ai casi di mancata integrazione – dice Makki. Offrendo la possibilità di voto, anche amministrativo s’intende, sono convinto che l’immigrato acquisisca maggiore consapevolezza di cittadinanza oltre che a sentirsi partecipe e protagonista di un processo attraverso il quale si sceglie chi governerà”.






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